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venerdì 17 aprile 2026

La Milano che crede nella giustizia si raduna: parola d'ordine "remigrazione"

L'articolo de "La Verità" tratto da Facebook
Milano si prepara a un sabato ad alta tensione politica. Il 18 aprile, a partire dalle ore 15, Piazza Duomo ospiterà l’evento “Senza paura: in Europa padroni a casa nostra”, organizzato dai cosiddetti 'Patrioti' e annunciato come una grande manifestazione pubblica alla presenza del vicepremier Matteo Salvini e di vari leader conservatori europei alleati della Lega, tra cui Jordan Bardella e Viktor Orbán. L’iniziativa, presentata come pacifica dagli organizzatori, punta a riportare al centro del confronto temi come sicurezza, immigrazione e identità.
Salvini ha spiegato che dal palco si parlerà di “sicurezza, pace e contrasto al fanatismo islamico” e di una linea più severa contro l’immigrazione irregolare, con la richiesta di rivedere criteri per cittadinanza e permessi di soggiorno. Il vicepremier ha inoltre respinto le critiche arrivate da alcune forze politiche, in particolare dal Partito Democratico, che aveva chiesto di vietare la manifestazione. Secondo Salvini, tali richieste sarebbero incompatibili con una democrazia e ha invitato anche il sindaco Sala a presenziare.
Parallelamente, gruppi antagonisti e della Sinistra varia (e avariata) hanno annunciato iniziative di protesta e “accerchiamenti”, mentre il dibattito pubblico si è acceso attorno al termine “remigrazione”, citato da alcuni promotori dell’evento e contestato da opposizioni e associazioni. Salvini ha precisato che la parola non compare nei materiali ufficiali, pur dichiarando di non considerarla un tabù nel confronto politico.
Il raduno arriva in un momento di forte polarizzazione sul tema migratorio e a pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, contribuendo a rendere il clima cittadino particolarmente sensibile. Gli organizzatori si aspettano una partecipazione ampia, mentre le autorità stanno predisponendo un imponente dispositivo di sicurezza per garantire lo svolgimento regolare delle diverse iniziative previste in centro città.

giovedì 10 febbraio 2022

Giornata del Ricordo, il vergognoso commento di Fiano sulla circolare del MIUR

Emanuele Fiano, pollice verso verso le vittime delle foibe
Arriva nella Giornata del Ricordo l'esempio dell'odio della Sinistra in giacca e cravatta, non diverso da quello dell'infamia violenta di estremisti 'rossi' e degli 'antifa' sparsi in ogni angolo. Un esempio fornito da Emanuele Fiano, stimato, forse ora un po' meno, esponente del PD alla Camera, pollice verso nei confronti delle vittime delle foibe, per lui evidentemente un po' meno nobili di quelle ebree.
Fiano attacca la coraggiosa circolare del Ministero dell'Istruzione rivolta ai dirigenti scolastici di tutto il Paese che, finalmente, era tesa a parificare le vittime di ogni dramma e sterminio, recitando: “La 'categoria' umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla 'categoria' degli ebrei”.
E' questo il superamento delle ataviche divisioni della guerra tanto auspicato, almeno a parole, dal premier Mario Draghi e dal presidente Sergio Mattarella (salvo poi, furbescamente, aggiungendo la frase 'senza strumentalizzazioni' che peraltro, arrivano quasisempre da Sinistra).
A Fiano e ai suoi 'amichetti' dell'ANPI (l'associazione di Sinistra che raggruppa gli eredi, inspiegabilmente ancora in vita, degli assassini delle foibe) però l'accostamento non è piaciuto, tanto da fargli presentare addirittura una interrogazione urgente: "Presenteremo una interrogazione urgente al ministro dell'Istruzione sulla vicenda della circolare inviata alle scuole dal capo dipartimento del ministero sulle modalita' di celebrazione della giornata del Ricordo. Il paragone che il documento del Ministero dell'Istruzione fa tra progetto di sterminio totale del popolo ebraico e il massacro delle Foibe è totalmente sbagliato e ha sollevato indignazione tra la comunità ebraica, l'ANPI e tanti parlamentari. Chiederemo conto al ministro dell'origine della circolare e di come sia stata possibile che proprio il MIUR abbia concepito e inviato una tale assurdità". (fonte delle parole di Fiano: AGI)

sabato 20 novembre 2021

Kyle Rittenhouse, i facinorosi di Black Lives Matter scendono in strada

L'home page di Fox News
Sono passate poche ore dall'assoluzione piena e completa di Kyle Rittenhouse, il giovane che ha sparato per legittima difesa, uccidendo due estremisti del movimento Black Lives Matter che lo stavano inseguendo, armi in pugno, per poi atterrarlo e puntargli una pistola carica in faccia.
Ovviamente, come prevedibile, gli estremisti della Sinistra americana, BLM e Antifa in testa, hanno deciso di non accettare il verdetto. L'allerta della polizia in tutte le città è altissima anche se, paradossalmente, almeno per ora, proprio a Kenosha (Wisconsin), città dove si è svolto il processo, l'atmosfera pare tranquilla e tutti sembra abbiano accettato il verdetto della giuria.
Nelle strade di New York sono scesi però a migliaia, il solito gregge fatto di capelli colorati, punkabestia, incappucciati, bandiere palestinesi, inni al movimento LGBT, richieste di abolizione della polizia, volti sconvolti dall'odio e da sostanze stupefacenti, il peggio del bestiario umano e tutta la solita noiosa paccottiglia che ormai da anni si vede scorrere tristemente in tutte le strade del mondo, anche quelle italiane, finti alternativi alla ricerca di una bandiera sotto la quale sventolare idee consunte, prive di originalità come la loro vita costruita da altri alle loro spalle.

Kyle Rittenhouse assolto, sconfitta la violenza di Antifa

Il giudice chiede alla giuria la sentenza, a destra Rittenhouse
Kyle Rittenhouse
è salvo. Il ragazzo che si difese a Kenosha sparando dalla violenza dei manifestanti 'antifa' legati ai movimenti di Black Lives Matter, uccidendo due persone che, armate, erano sul punto di colpirlo a loro volta, è stato assolto per legittima difesa.
Sembra incredibile che, a dispetto della macchina del fango demagogica allestita dai media del 'mainstream' americano, CNN e MSNBC in testa, la giuria sia riuscita a mantenersi neutrale. Addirittura una persona legata proprio a questa seconda rete è stata in questi giorni fermata nei pressi del furgone che trasportava i giurati, e pertanto espulsa, con tutta la troupe, dall'aula del processo.
Una demagogia che, da più parti, aveva condannato il giovane Kyle, oggi 18 anni ma solo 17 al tempo dei fatti, senza il beneficio del processo.
"Razzista" e "Suprematista bianco" erano i termini usati per indicarlo da parte di tutti i commentatori dell'America 'bene', arrogatisi in anticipo di una sentenza di colpevolezza. Il nostro "La Repubblica", a dispetto della sentenza finale di assoluzione, lo definisce "il killer di Kenosha", mostrando per l'ennesima volta tutto il proprio disprezzo per la verità, ignorando le motivazioni che hanno portato alla sua innocenza ma mettendo alla berlina il dolore di un ragazzo che, oltre ad aver rischiato la propria vita per colpa di alcuni violenti, si è trovato a dover affrontare il rischio dell'ergastolo. Sarei curioso di vedere come il coraggioso titolista (o giornalista) de "La Repubblica" avrebbe reagito in una situazione simile.
Per Joe Biden si tratta dell'ennesima umiliazione. Lui, il presidente che si era spinto a pronunciare frasi d'accusa incredibili verso Rittenhouse (forse pensando di cavalcare un 'sentiment' popolare), ritenuto pure da lui al pari di un razzista della peggior specie, senza attendere l'esito di un giudizio ritenuto frettolosamente scontato.
Invece, per l'ennesima volta, l'inquilino sempre più inquieto della Casa Bianca ha dovuto masticare amaro. Le immagini di queste ore lo inquadrano corrucciato, obbligato a rimangiarsi buona parte di quanto detto. A precisa domanda di una giornalista se non fosse il caso di correggere il tiro sulle affermazioni da lui rilasciate, Mister President si è limitato a rispondere: "Rispetto ciò che la giuria ha concluso. Il sistema giudiziario funziona e dobbiamo rispettarlo". Per fortuna.
Rittenhouse è stato assolto con formula piena dai cinque capi d'accusa dei quali era incriminato. Ancora una volta il ragazzo è stato preda di un violento attacco di pianto, comprensibilissimo. Ora cambierà città, forse stato, la paura di ritorsioni e di violenze da parte del movimento 'antifa' è tanta. Un movimento ritenuto 'terrorista' anche in Europa.
Alla fine però ha avuto ragione lui e le immagini, chiare, che lo vedono inseguito, armi in pugno, da un branco di violenti.
Intanto i media di Sinistra continuano a strillare straparlando di "White Supremacy". "Don't listen to these garbage", risponde con coerenza FoxNews, che fin dall'inizio, sola e unica, ha sposato la causa del giovane. La teoria della legittima difesa ne esce rafforzata. Almeno questa volta possiamo guardare con un briciolo di ammirazione al sistema americano. Un innocente è stato salvato dalla furia della marmaglia di strada.
Leggi l'articolo de "Il Primato Nazionale"

A "La Repubblica" piace speculare sulla pelle di un ragazzo innocente

sabato 6 novembre 2021

Antifa, non solo Trump, l'organizzazione è terrorista anche per l'Europa

Una manifestazione di Antifa
A quanto pare, non sarebbe solo il 'cattivissimo' Donald Trump a ritenere Antifa un'organizzazione terroristica. Anche il primo ministro della Slovenia, nazione a noi confinante e dove la gente non pare oppressa da regimi dittatoriali e fascisti, la pensa allo stesso modo.
Janez Janša, premier di Lubiana, ha infatti etichettato il gruppo estremista di Sinistra come "organizzazione terroristica internazionale". Il tutto dopo le ennesime violenze, questa volta perpetrate in Francia, a Nantes, che hanno visto i cosiddetti 'antifascisti' tentare di interrompere un incontro dello scrittore conservatore e candidato alle presidenziali francesi, Eric Zemmour.
Janša ha twittato: "Antifa è un’organizzazione terroristica globale. Sostenuta dal capitale degli speculatori finanziari che forgiano profitti a spese del caos causato dall’operazione".
Da parte sua, lo stesso Zemmour, che sta riscuotendo un notevole successo in terra transalpina, ha detto: "Sappiamo chi era Joseph Stalin, sappiamo le centinaia di migliaia di morti che ha causato, queste persone sono solo i suoi lontani discendenti".
I filmati delle violenze, così come i graffiti che chiedono l’assassinio di Zemmour, sono stati riportati dal giornalista francese Clément Lanot.
Nel 2019, quando il presidente Trump dichiarò Antifa un gruppo terroristico, le figure della Sinistra europea, in particolare in Germania, reagirono dichiarando il loro sostegno al gruppo estremista.
A mia volta ho poi deciso di fare una piccola ricerca su Google: e al primo posto della ricerca 'antifa terroristi' comparivano non le frasi del 'cattivissimo presidente americano' o di qualche leader del Gruppo di Visegrad come Viktor Orban, ma niente meno che le dichiarazioni del Parlamento europeo, non proprio una struttura espressione della 'reazione'.
Il 10 giugno 2020 un nutrito numero di firmatari è posto in calce a una Proposta di Risoluzione sull'inclusione del movimento Antifa nell'elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE.
Nella sua risposta, il Parlamento europeo sottolinea che:
A. considerando che all'articolo 1, paragrafo 3, della summenzionata posizione comune del Consiglio figura la definizione di "atto terroristico";
B. considerando che Antifa ha organizzato e compiuto attacchi violenti negli Stati Uniti, con il pretesto di manifestare contro la morte di George Floyd; che Antifa ha notoriamente incitato alla violenza e commesso atti di violenza in Europa; che si presume che il movimento sia stato addestrato da altri gruppi terroristici in Siria;
1. ritiene che le azioni compiute da Antifa debbano essere descritte come atti terroristici e qualificate come tali;
2. invita l'alto rappresentante a proporre al Consiglio l'inclusione di Antifa nell'elenco dei soggetti terroristici stabilito dall'UE; invita pertanto il Consiglio a includere Antifa nell'elenco dei soggetti terroristici in occasione della prossima revisione di tale elenco.