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domenica 31 maggio 2026

Parigi, dietro alle violenze nordafricane il fallimento della società multiculturale

Immagine tratta da un video su X
La vittoria del Paris Saint Germain in Champions League ha scatenato scene di inaudita violenza a Parigi. La capitale francese si è risvegliata questa domenica, infatti, tra i fumi degli incendi e le sirene della polizia dopo quella che avrebbe dovuto essere una notte di pura celebrazione. Il successo del PSG, club da anni detenuto nelle mani dei potenti arabi del Qatar, aveva attirato in strada oltre 200mila persone, concentrate soprattutto tra gli Champs-Élysées, la Bastiglia e l’area del Parco dei Principi, la gran parte delle quali di origine nordafricana, come del resto di tale origine è il profilo degli ultras cosiddetti 'parigini'.
Le prime tensioni sono esplose a Porte de Saint-Cloud, dove migliaia di tifosi stavano seguendo la partita davanti al maxi‑schermo. Petardi, fuochi d’artificio e oggetti lanciati contro gli agenti hanno costretto le forze dell’ordine a rispondere con gas lacrimogeni. Da lì, la situazione è degenerata: auto, scooter e biciclette dati alle fiamme, vetrine infrante, saccheggi improvvisati. Una violenza definita “assolutamente inaccettabile” dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha confermato un bilancio pesante: 416 persone fermate e sette agenti feriti.
Nonostante l’imponente dispiegamento di 22mila agenti in tutta la Francia, di cui 8mila solo a Parigi, la notte è sfuggita di mano. Le immagini diffuse sui social mostrano gruppi organizzati colpire la polizia con batterie di fuochi d’artificio, proprio come succede anche in Italia con i 'maranza', solo all'ennesima potenza, dimostrazione pratica di do0ve l'accoglienza indiscriminata stia portando una decadente società europea.
Scene di guerriglia urbana hanno coinvolto anche altre città francesi come Bordeaux, Montpellier e Grenoble, segno di un malessere che va oltre la semplice “festa degenerata” e che ha visto i francesi di origine nordafricana trovare la scusa per colpire un mondo, quello occidentale che li sfama, che odiano e che chiedono a gran voce di poter distruggere nella più totale impunità.
Le scene viste ieri sera a Parigi e nel resto della Francia dimostrano, semmai ce ne fosse ancora bisogno, il totale fallimento del multiculturalismo.

giovedì 28 maggio 2026

Il terrorismo islamico insanguina la Svizzera, tre accoltellati a Wintherthur

L'apertura 'online' del Corriere del Ticino
L'ennesimo attentato terroristico di matrice islamica insanguina l'Europa. Nulla di nuovo sotto al sole, notizie che ormai passano il silenzio connivente della stampa 'mainstream', secondo cui chi arriva dal Nord Africa deve essere sempre e comunque protetto e 'vittima'.
Il fattaccio stavolta è avvenuto alla stazione di Wintherthur, in Svizzera, pochi giorni dopo un attentato simile a Dietikon.
Un uomo, un cosiddetto 'cittadino svizzero' 31 anni, ha accoltellato tre uomini di 28, 43 e 52 anni, tutti trasportati in ospedale: uno in condizioni gravi, gli altri due con ferite di media entità. L'attentatore è poi stato arrestato dalla polizia cantonale di Zurigo.
Secondo le ricostruzioni diversi testimoni hanno riferito ai media di aver sentito l’aggressore gridare “Allahu Akbar” durante l’attacco, ma la polizia non ha confermato ufficialmente questo dettaglio.
L’operazione di sicurezza è stata immediata: tra le dieci e le quindici pattuglie sono arrivate sul posto in pochi minuti, transennando un’area di circa 100 metri attorno al luogo dell’aggressione. Sul posto sono intervenuti anche la polizia dei trasporti, i servizi di soccorso dell’ospedale cantonale e le unità di protezione e salvataggio di Zurigo. L’ascensore del sottopassaggio è stato chiuso e parte della stazione è rimasta bloccata fino a mezzogiorno per consentire i rilievi tecnici.
Un testimone ha raccontato di aver visto l’uomo “uscire furioso dalla rampa” e tentare di colpire un passante, mentre altri presenti sono fuggiti per mettersi in salvo. “Ho sentito gridare cinque o sei volte, poi silenzio”, ha riferito un altro testimone ai media svizzeri .
Il 31enne è ora in custodia: saranno effettuati accertamenti tecnici prima dell’interrogatorio. Le autorità invitano alla prudenza, sottolineando che al momento non ci sono elementi per collegare l’episodio ad altri attacchi recenti nella regione. L’indagine prosegue in tutte le direzioni.

domenica 5 aprile 2026

Città Santuario, fa ancora male il tallone d'Achille dei democratici americani

Lo scontro tra il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Department of Homeland Security, DHS) e il senatore democratico Chris Van Hollen, dopo un incidente avvenuto a Baltimora, riporta al centro della politica americana un tema che da anni divide il Paese: l’impatto delle cosiddette 'sanctuary cities' sulla gestione dell’immigrazione irregolare e sulla sicurezza pubblica.
Secondo la ricostruzione del DHS, Ever Omar Alvarenga-Rios, cittadino honduregno con un ordine di espulsione definitivo dal 2018, avrebbe tentato di sottrarsi all’arresto durante un’operazione dell’ICE. L’uomo, alla guida di un veicolo, avrebbe ignorato gli ordini degli agenti, guidando in modo pericoloso e infine causando un tamponamento a catena prima di tentare la fuga a piedi. Due agenti sono rimasti feriti e sono stati ricoverati in ospedale.
Per il DHS, il caso è emblematico: “Questo individuo ha infranto la legge, resistito all’arresto e messo in pericolo la comunità”, ha dichiarato Lauren Bis.
La versione di Van Hollen è opposta. Il senatore ha diffuso foto dell’uomo in ospedale, definendolo un “richiedente asilo” e sostenendo che fosse stato tamponato da un veicolo dell’ICE mentre si recava al lavoro. Ha inoltre accusato l’agenzia di impedirgli l’accesso agli avvocati e di ostacolare la trasparenza sul suo stato di salute.
Al di là della disputa politica, il caso mette in luce una frattura più ampia: in molte giurisdizioni considerate 'santuario', le autorità locali limitano la cooperazione con l’ICE, sostenendo di proteggere le comunità di immigrati e favorire la fiducia nelle istituzioni. Per il DHS, invece, queste politiche creano un clima che incoraggia i clandestini a sottrarsi ai controlli, alimentando comportamenti criminali e rendendo più complessa l’esecuzione degli ordini di espulsione.
Il caso Alvarenga-Rios diventa così un simbolo delle tensioni tra poteri locali e federali: da un lato la volontà politica di tutelare gli immigrati, dall’altro la necessità di applicare in modo uniforme le leggi sull’immigrazione.

sabato 17 gennaio 2026

A La Spezia l'ennesimo omicidio targato 'maranza'

La del Corriere, nessun riferimento all'origine della vittima
L’omicidio avvenuto all'istituto Einaudi‑Chiodo di La Spezia ha tre matrici fondamentali: la componente etnica, in cui, per l'ennesima volta, nordafricani o figli di tali scatenano la propria violenza verso la società che li ospita; il lassismo delle istituzioni, in cui magistrati operano secondo orientamenti politici di Sinistra nella totale impunità (e speriamo che, presto, una separazione delle carriere li condanne a diventare vittime del loro stesso sistema) e la mancanza di una polizia che colpisca duramente i criminali, che vivono nella più totale tranquillità, diventando vittime a loro volta se giustamente colpiti dalla reazione dell'aggredito o del poliziotto di turno.
E' il classico esempio di "Mondo al contrario", come spiegato mirabilmente dal generale Roberto Vannacci nel suo libro, divenuto ormai un classico.
Italia e italiani vittime dei soprusi degli immigrati, con la compiacenza di magistrati collusi, partiti di Sinistra e stampa buonista.
D'alra parte basta leggere i nomi delle persone coinvolte a La Spezia: Abanoub Youssef è il morto, colpito da Atif Zouhair, marocchino, dopo una lite nata per una foto con la ex postata sui social. Basta poco per scatenare la furia bestiale e ancestrale insita in queste popolazioni.
I giornali di Sinistra si sperticano in riflessioni 'psichiatriche' su quelli che vengono definiti 'i nostri figli'. Una toppa che allarga ancora di più la ferita, perché non spiega assolutamente il problema.
Questi NON sono i nostri figli, ma sono i figli degli immigrati nordafricani. Sono i cosiddetti 'maranza', un misto di sottocultura importata e che non ha nulla a che fare con le altre etnie che perfettamente si sono integrate nel nostro Paese, dai filippini ai peruviani, dai senegalesi ai cinesi.
Ma tant'è, l'importazione quanto più è stracciona e criminale, tanto più piace alla Sinistra in cerca affannosa di voti e finti ideali da condividere.
Questo mentre l'Italia cade a pezzi e l'invasione dal Nord Africa prosegue nel silenzio genuflesso delle istituzioni.

mercoledì 31 dicembre 2025

Quando le cosiddette 'risorse' sono sempre meno risorse

foto di Prateek Jaiswal per Unsplash
Secondo un articolo pubblicato in questi giorni dal quotidiano "La Verità", ogni anno gli stranieri residenti in Italia inviano all’estero circa nove miliardi di euro, una cifra che, secondo il giornale diretto da Maurizio Belpietro, rappresenterebbe una “ricchezza che lascia il Paese” senza rientrare nel circuito economico nazionale. Il dato proviene dalla Banca d’Italia, che monitora le rimesse dei lavoratori immigrati verso i Paesi d’origine.
Le destinazioni principali sono Bangladesh, Pakistan e Marocco, con flussi particolarmente consistenti provenienti da Roma e Milano. Insomma, le cosiddette 'risorse' non sono poi così tanto 'risorse'.
Il giornale sottolinea come queste rimesse equivalgano a circa lo 0,5% del PIL italiano, un’emorragia economica che pesa sulla crescita e sul welfare.
L’articolo insiste anche su un altro dato: i residenti extra‑UE verserebbero solo il 23% dell’IRPEF complessivamente pagato dagli stranieri, evidenziando una contribuzione fiscale insufficiente rispetto al denaro che lascia il Paese.
Si tratta di numeri che contraddicono la narrazione secondo cui l’immigrazione sarebbe indispensabile per sostenere il sistema pensionistico italiano.
I dati di Bankitalia mostrano invece che una parte significativa dei redditi prodotti dagli immigrati non rimane in Italia, ma viene trasferita all’estero, riducendo l’impatto positivo sull’economia interna.

giovedì 28 agosto 2025

'Risorse' a piede libero, marocchino semina il terrore a Bolzano

(foto tratta dal sito AdoleScienza.it)
L'ennesima 'risorsa' violenta ha colpito a Bolzano. Nessun ferito, per fortuna, ma l'ennesima dimostrazione che alcune 'etnie' appaiono più facilmente inclini a trasgredire il vivere civile.
Così, nel capoluogo dell'Alto Adige, un pregiudicato 29enne, di origine marocchina, all'interno del pronto soccorso dell'ospedale San Maurizio, prima ha insultato gli infermieri e poi ha aggredito un'operatrice con sputi e spintoni. Per finire, ha preso a calci e pugni gli agenti intervenuti per fermarlo.
Il nordafricano si è calmato solo di fronte alla minaccia di un poliziotto di colpirlo con il Taser, tuttavia non utilizzato.
A quel punto l'immigrato è stato bloccato e arrestato per i reati di violenza, minacce su incaricato di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale.

sabato 7 giugno 2025

Referendum, non regalare agli stranieri violenti una comoda cittadinanza italiana

Cittadinanza facile: lo squallore che ci aspetta
Un'Europa sempre meno europea e sempre più preda della sostituzione etnica costruita con popolazioni provenienti da retaggi quanto meno discutibili, realtà arretrate e culture legate al mesozoico. E' già successo in Gran Bretagna e Francia, sta succedendo in Germania, succederà in Italia.
La Sinistra, sempre più 'strumento' dei poteri che hanno interesse nel distruggere l'intelligenza della forza lavoro qualificata 'bianca', cerca nuova linfa e nuovi voti attraverso il 'regalo' della cittadinanza a una vera e propria 'mandria' di immigrati senza né arte né parte, il cui tasso di criminalità è altissimo e che, negli ultimi ha contribuito in maniera importante alla propria ghettizzazione, dapprima nelle periferie delle città e poi, come un cancro, estendendosi sempre più ridosso a quel Centro che, finora, era sempre più riuscito a mantenersi 'pulito' della loro presenza.
Non andare a votare ai referendum (in particolare a quello sulla cittadinanza) significa dire un chiaro 'NO' alle violenze e ai soprusi continui perpetrati da quella che, da minoranza, sta sempre più maggioranza anche grazie all'inettitudine degli europei prima e degli italiani poi, che consentono a questa gente di mantenere intatti i propri usi e costumi inadatti a sopravvivere in una società civile.

mercoledì 26 febbraio 2025

I clandestini negli Stati Uniti saranno schedati, previste pene severe

L'amministrazione del neopresidente Donald Trump chiederà agli stranieri che si trovano illegalmente negli Stati Uniti di iscriversi a un registro e fornire le loro impronte digitali: sanzioni pesanti per chi non si adeguerà. In pratica dovranno essere schedati.
Una decisione logica ma che, sicuramente, alle permissive latitudini italiche farà storcere qualche naso imbronciato della Sinistra 'buonista'.
L'annuncio, del dipartimento degli Interni, mostra come 'The Donald' continui a voler mantenere la promessa di combattere l'immigrazione clandestina.
Dovranno iscriversi al registro tutti i cosiddetti 'migranti' senza documenti dai 14 anni in su.
"Il presidente Trump e il ministro degli Interni, Kristi Noem, hanno un messaggio chiaro per coloro che si trovano nel Paese illegalmente: andate via - afferma Tricia McLaughlin, portavoce del dipartimento degli Interni -. Dobbiamo sapere chi è nel nostro Paese per la sicurezza degli americani". Una lezione anche per l'Italia e l'Europa. (fonte: ANSA)

mercoledì 31 luglio 2024

Southport: la verità vienne a galla, l'assassino è un africano

Le immagini degli incidenti di Southport (da Facebook)
Lo sapevamo tutti fin dall'inizio, la conferma è arrivata strada facendo, attraverso il silenzio della stampa 'asservita' e gli 'omissis' della polizia. L'assassino delle tre bambine inglesi a Southport (mentre facevano esercizi ascoltando la musica di Taylor Swift), con un bilancio che poteva essere ben peggiore, è un africano.
Ovviamente, con tutti quei distinguo del caso che tanto piacciono alle 'anime belle' di casa nostra, quelle che fanno dell'accoglienza una bandiera e del pensiero 'woke' un'alternativa accettabile alla storia vera, quella nemmeno scritta sui libri di storia, da sempre 'partner' dei vincitori (e sulla Seconda Guerra Mondiale, prima o poi, sarà necessario fare una rilettura revisionista senza paure), ma presenta e incisa nei cromosomi delle nostre famiglie, quelle che da secoli occupano la terra natìa: la polizia (e la stampa) anglo-sassone sono arrivate a definire il 17enne assassino, che è di origine ruandese, 'gallese', in quanto nato a Cardiff, la patria di chi, di cognome, fa Davies e Jones.
La Gran Bretagna, ormai, per sua stessa colpa originaria, si è consegnata mani e piedi all'invasione afroaraba, agnello sacrificale già sacrificato sull'altare del mondo globalizzato.
La solidarietà non può che andare a quello che fu un popolo guerriero, augurandogli di ritrovare quello spirito della 'fight' invocato anche da Donald Trump e che ormai rimane l'ultimo muro di cinta di fronte a quell'inesorabile movimento indotto di genti che rende autentica la teoria proposta dall'austriaco Gerd Honsik e legata all'ormai tristemente noto Piano Kalergi.

venerdì 3 febbraio 2023

La violenza straniera deturpa l'Italia accogliente

Tre numeri de "Il Mattino di Padova", violenza straniera protagonista
Sono i numeri, e non solo quelli, a dare un'idea della drammatica presenza degli stranieri in Italia, un numero tanto elevato da poter essere definito un'autentica invasione di truppe d'assalto che, come nella Seconda Guerra Mondiale, vengono scaricate sul suolo europeo da mezzi navali, con la compiacenza dei governi continentali e di un mondo capitalista occidentale a trazione americana che, nell'immigrato, muscolare e senza cervello, vede l'oggetto perfetto del proprio dominio: un essere non pensante, utile alla riproduzione di massa e ai lavori più pesanti, pronto all'ubbidienza cieca e alla sottomissione in cambio di una vita regolata dal padrone di turno, magari a base di nuovi 'nutrienti' come la farina di insetti.
A migliaia ogni giorno vengono scaricati sulle coste italiane da ong conniventi e criminali, con la scusa dei 'salvataggi di migranti', condita ogni tanto dalla presunta notizia strappalacrime della madre incinta o del bimbo in fasce, quando basterebbe scorrere le fotografie e le facce degli invasori per capire che l'età, anche se giovane o giovanissima, consenta comunque loro di agire in modo spesso criminale, robusti e non patiti da presunte detenzioni in carcere imbandite dalla stampa buonista.
Queste 'truppe da sbarco', che dai nostri militari, unico caso nella storia, invece che essere respinte, vengono favorite da accoglienze a braccia aperte, hanno lentamente creato un 'humus' delinquenziale' ormai impossibile da estirpare.
Nulla a che vedere con i molti stranieri che in Italia ci stanno di diritto, o quasi, grazie alla volontà di lavorare, integrarsi e diventare un punto di riferimento per le proprie famiglie (ormai storiche e fondamentali le presenze di filippini, egiziani, esteuropei e sudamericani): la presenza di un certo tipo di 'stranierume' in Italia è devastante, soprattutto se rapportata ai numeri. Gli stranieri, nel loro insieme, rappresentano infatti l'8,5% della popolazione italiana (dati da Wikipedia e aggiornati al 2018), ma se ci si concentra sulla popolazione carceraria la percentuale degli stranieri schizza al 31,3%, dato del 2022 da Rapporto Antigone, numero peraltro in discesa rispetto all'anno precedente.
Detto dei numeri ufficiali ci sono poi quelli relativi al 'vissuto quotidiano', fatto di periferie e baby-gang, violenze e soprusi, di cui spesso cadono vittima altri stranieri. Le prime pagine dedicate ai crimini commessi dalle bande di ragazzini, semplici pestaggi (si fa per dire), stupri e molestie, vedono protagonisti in percentuale altissima stranieri e figli di stranieri.
Vogliamo veramente credere che la provincia italiana sia improvvisamente impazzita? Vogliamo farci intrappolare dai discorsi psicosociali da quattro soldi dei giornaletti di provincia, sempre in mano a gruppi editoriali di Sinistra o del cattocomunismo da strapazzo italico? Quante volte siamo stati costretti a sorbirci analisi del tipo "cosa sta succedendo ai nostri figli" o "che passa per la testa dei giovani d'oggi" quando poi, leggendo un rigo scarno di cronaca di quello stesso articolo, veniamo a scoprire che i giovani in questione sono sempre e inevitabilmente stranieri? L'unica soluzione è alzare il proverbiale (o reale) muro verso l'esterno, magari uscendo da quell'Europa che pare fregarsene del problema, ritenuto sostanzialmente italico, ma anch'essa vittima delle migrazioni (i tedeschi con i turchi, gli scandinavi con i bosniaci e altri musulmani di vario genere). Un problema talmente sentito che, finalmente, le Destre cosiddette 'populiste' hanno rialzato la testa, uniche a sollevare con coraggio quello che è un problema di coesistenza ineliminabile.
Basti aggirarsi nei pressi di un ospedale e osservare chi siano le gestanti, quasi tutte il capo coperto per motivi religiosi, già gravide e pronte a collaborare con l'obiettivo primario del mondo capitalista occidentale: la sostituzione etnica degli orgogliosi popoli europei, fra gli ultimi, soprattutto se confrontati con le 'masse' nordamericane, ad avere una coscienza etnica e, sia consentito dirlo, razziale.

sabato 27 agosto 2022

Ebba Busch, il volto della Svezia che dice stop all'immigrazione

Ebba Busch (foto Wikipedia)
Ebba Busch
è uno dei volti nuovi del centrodestra europeo, sebbene nella sua terra, la Svezia, sia nota già da tempo come membro di spicco del partito Democratico Cristiano (Kristdemokraterna).
E' la sua voce a ergersi imponente dopo l'ennesimo episodio di violenza andato in scena in terra svedese, a Eskilstuna, dove una donna e un bambino sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco. La sparatoria sarebbe avvenuta in un parco giochi e la polizia sta indagando per tentato omicidio. Le vittime sono state portate in ospedale e le loro condizioni sarebbero stabili.
Immediate le reazioni dei politici di tutti i principali partiti svedesi. Ma se la prima ministra socialdemocratica, Magdalena Andersson, ha dichiarato che "sparare contro un bambino non è mai un fatto individuale, ma un attacco a tutta la società", Ebba ha criticato l'operato del governo nel ridurre la violenza: "Dobbiamo riportare il senso di sicurezza: la Svezia ha bisogno di un nuovo inizio", ha scritto u Twitter.
La Svezia andrà al voto l'11 settembre e la campagna elettorale continua. I temi della violenza e della lotta alla criminalità sono tra i più caldi nel dibattito politico del Paese scandinavo. (fonte ANSA)
Un problema presente nelle società scandinave da anni, complici l'enorme afflusso di immigrati afromediorientali: nel 2015 i 163.000 richiedenti asilo ricevuti nel 2015 dal Paese (la cifra più alta pro capite dell'Unione europea) avevano messo in ginocchio il sistema di accoglienza svedese (fonte AGI).
E, nel cercare di reprimere la montante violenza, la Destra (subito definita 'razzista' e 'xenofoba' dai benpensanti della Sinistra 'buonista'), secondo il sito transform-italia.it imperverserebbe 'la retorica “legge e ordine”: la ricetta consiste nell’aumentare personale e dotazioni delle forze dell’ordine e nell’inasprire le pene; qualcuno (la leader del Cristianodemocratici, Ebba Busch) si spinge fino a chiedersi perché la polizia non abbia usato il pugno di ferro (leggi: aprire il fuoco) per reprimere i violenti'. (fonte transform-italia.it)
Già. Spesso ce lo si chiede anche in Italia: perché, invece di importare criminalità, non si operi con le cesoie in anticipo, rispedendo al mittente i carichi umani scaricati sulle nostre coste quotidianamente a bella posta per inquinare il tessuto etnico-sociale europeo.

Ebba, lo splendido volto della Destra rampante europea

venerdì 11 febbraio 2022

Immigrati di seconda generazione, il virus colpisce anche Merano

La pagina dell'"Alto Adige" dedicata ai pestaggi di Merano
Ormai è un virus inarrestabile: quello degli immigrati, in particolare i cosiddetti 'immigrati di seconda generazione', quelli che all'anagrafe compaiono in maniera quasi comica sotto la voce di 'italiani' quando di 'italiano' non hanno nulla, né le fattezze fisiognomiche, né la cultura sociale e storica legata al nostro Paese (o tanto meno all'Europa), degradati in un contesto umano che li vede autoghettizzarsi in una società che ha preteso, nel nome di una finta globalizzazione, di accoglierli, per poi ritrovarsi nella totale incapacità di educarli, per via culturale o legale.
Non è necessario, purtroppo, restare nel fango delle metropoli (vedi, fra tutti, i fatti di Capodanno a Milano, vero e proprio vaso di Pandora dopo il quale il bubbone è scoppiato) per trovare questa umanità senza né arte né parte, cellula cancerosa che ha ormai infettato anche i paesini e le valli delle regioni in cui mai penseresti di ritrovarteli di fronte e, nei quali, magari, desidereresti trovare persone ancora legate al mondo legato alle origini del nostro passato, arcaico, contadino e dialettale, quella campagna che dovrebbe rappresentare un porto sicuro, il centro delle tradizioni dei nostri padri, anch'essa caduta nelle mani di questa 'pastura' di presunti italioti.
E mentre c'è chi blatera, al solito, di 'disagio giovanile', ecco che l'ultimo esempio arriva da Merano (vedi foto tratta da una pagina interna del quotidiano "Alto Adige"), città di stirpe germanica, anch'essa invasa da questi stranieri assimilati. Ma recentemente era successo a Padova, altro feudo che, nella mia mente, dovrebbe essere roccia e garanzia del mio passato familiare, stravolto da un pericoloso futuro di assimilazioni imposte dal degrado di un mondo moderno che annulla le differenze e le particolarità dei popoli, nel nome di una inconcepibile eguaglianza.

sabato 15 gennaio 2022

Nordafricani, arabi, neri: senza fine la violenza straniera in Italia

L'articolo pubblicato da "La Verità"
Continua senza fine la vergogna della violenza straniera a Milano e nel resto dell'Italia. Il bollettino potrebbe rimarcare le orme di quello del Covid, ma potrebbe anche essere peggiore. Sicuramente dal punto di vista morale. Perché il virus, di morale, non ne ha, non guarda in faccia nessuno, colpisce senza cattiveria né crudeltà.
Chi ha colpito in piazza Duomo a Milano, invece, lo ha fatto per soddisfare esigenze e volontà propria, per esaudire le proprie ataviche attitudini, per la crudeltà innata di chi, obbligato all'immigrazione, nulla ritiene di avere da perdere in terra straniera.
Ed eccoli, i nordafricani di Piazza Duomo, guano putrescente di fronte al simbolo religioso e civile di una città fondata dai Celti Insubri, resa prospera dalle stirpi longobarde e latine che poi l'hanno abitata, cui poi si sono sovrapposte quelle venete e meridionali, giusto per rendere frizzante e prolifico un melting pot che, di certo, non ha bisogno aggiunte cromosomiche di provenienze troppo lontane per potersi integrare correttamente (ovviamente sull'odierno numero milanese de "La Repubblica" capiamo di trovarci di fronte a simili origini etniche solo per i nomi delle persone coinvolte, non perché ce lo dicano i giornalisti)).
Nordafricani sono i violenti di Piazza Duomo, nordafricani (marocchini) sono gli infami che, sempre a Milano, hanno derubato un disabile su carrozzina, accerchiandolo e minacciandolo nel mezzanino della metropolitana di Porta Genova, strattonandolo e rubandogli il cellulare.
Ed è sempre un marocchino, sotto l'effetto di alcol e droga (per il cui spaccio era già stato condannato) ad aver assassinato una bambina di tre anni, la figlia della compagna, lanciandola dalla finestra di casa.
Ed è ancora un nordafricano di 21 anni (padre marocchino, madre libanese) l'assassino di un 17.enne triestino, strangolato in un sottoscala della città giuliana: semplicissimo il movente, la gelosia.
Marocchini, nordafricani, arabi, neri. Gli stessi che vediamo ogni giorno posare i loro piedi sulla nostra terra. Donne, bambini, vecchi, ci dicono i 'buonisti dell'accoglienza', sapendo di mentire complici irresponsabili di quegli stessi crimini che questo ciarpame umano commetterà inevitabilmente una volta entrato su suolo europeo.

L'assassinio di Torino nell'articolo di "Libero"

L'omicidio di Trieste nella prima pagina del quotidiano locale, "Il Piccolo"

Esempio di 'giornalismo di regime': il "Corriere Milano" non cita la nazionalità dei criminali

lunedì 2 agosto 2021

Dopo Trump anche Biden rispedisce i 'latinos' a casa propria

La notizia riportata sul sito del DHS
Dopo il governo di Donald Trump, anche quello di Joe Biden, a dispetto dei proclami, ha proseguito nel solco del rispedire 'a casa propria' in aereo le famiglie di immigrati in America centrale, in un sistema rapido di cosiddetta 'deportazione' (così scrive l'AGI) delle persone 'contrabbandate' dal Messico.
Le 'deportazioni' accelerate sono state usate in passato da entrambe le amministrazioni, sia repubblicane che democratiche, per scoraggiare l'attraversamento clandestino del confine USA-Messico in un momento in cui gli Stati Uniti stanno vedendo un'impennata di arrivi.
Il Department of Homeland Security (DHS) ha detto che le famiglie sono state rimandate nei loro paesi d'origine, tra cui Guatemala, El Salvador e Honduras, ma non ha fornito dettagli sul numero di persone rispedite nei rispettivi Paesi.
"La rimozione accelerata è un mezzo legale per gestire in modo sicuro il nostro confine ed è un passo verso il nostro obiettivo più ampio di raggiungere un trattamento sicuro e ordinato dell'immigrazione", afferma il dipartimento in una dichiarazione. Secondo le autorità statunitensi, il numero di arresti di migranti che attraversano illegalmente il confine con il Messico è aumentato del 4,5% a giugno, contrariamente alle aspettative, secondo le quali gli arrivi sarebbero diminuiti con l'aumento delle temperature di questa estate. (tratto da fonte AGI)

sabato 31 luglio 2021

Dalla Danimarca un forte segnale contro l'invasione islamica

Un manifesto del Dansk Folkeparti
E' un segnale importante quello dato dal governo della Danimarca, uno dei Paesi 'storici' legati a quella socialdemocrazia 'buonista', causa prima dell'affossamento del sentimento di identità europea.
Ora i danesi cominciano a dire un forte 'basta' all'ingresso di migliaia di stranieri e stanno procedendo al rimpatrio di centinaia di siriani, dopo aver dichiarato la città.
Ovvie e inevitabili le rimostranze di chi sull'ingresso degli stranieri campa e prolifica, come nel caso di quegli avvocati 'azzeccagarbugli' che si stanno per apprestare a portare il governo della nazione scandinava davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani.
Le autorità danesi hanno cominciato già la scorsa estate a respingere le richieste di rinnovo dello status di rifugiato, giustificando la decisione con il drastico miglioramento della situazione in molte parti della Siria sarebbe "drasticamente migliorata". Un'identità cultura ed etnica, quella danese, completamente stravolta nel giro di pochi anni visto che, su un totale di quasi sei milioni di abitanti, ben 500mila sono nati all'estero.
Inevitabilmente si è sviluppata una corrente di forte consapevolezza nazionale, che ha trovato libera espressione nel Partito del Popolo (Dansk Folkeparti, DF), considerato di estrema Destra, ma che in realtà ha una connotazione fortemente di Sinistra, essendo nettamente a favore di un robusto stato sociale e di politiche redistributive del reddito per limitare diseguaglianze socioeconomiche. Importante, alla sua base, anche la forte politica anti immigrazionista, in particolare nei confronti delle popolazioni musulmane, considerate incompatibili con la liberare e avanzata società danese.
Leggi anche: Ungheria a fianco della Lituania nella lotta contro i clandestini

domenica 6 giugno 2021

Come ti sbatto il 'negro' nella pubblicità

Una 'nera' per la nazionale più 'africana' d'Europa, la Francia
Ormai lo sappiamo, ci è stato imposto dai maestri della comunicazione e del pensiero unico, non esiste più, o meglio 'non deve esistere' il concetto di etnie o, peggio ancora, di razze.
Quindi, identificare la propria italianità o il proprio europeismo con una melanina particolare è un peccato orwelliano, oltre ogni limite immaginabile.
Da qui la sempre più costante presenza di persone dalla pelle nera nelle pubblicità nostrane, dalla spaghettata in famiglia, all'uscita fra amici, dal rapporto intimo con preservativo annesso alla partita guardata in compagnia, tutti insieme a tifare Italia. E se è vero che l'Africa Orientale Italiana, e ancora prima l'Asmara (la città 'italiana' per antonomasia dell'Africa), sono stati territori realmente presenti nell'ambito della nostra non certo gloriosa politica coloniale, ancora mi sfugge questa impellente necessità di infilare come il prezzemolo le persone di colore a ogni pie sospinto in qualsiasi spazio pubblicitario.
Non possiamo, e non dobbiamo negare che, per ora, per l'italiano medio, il 'nero' sia ancora colui che sbarca senza averne diritto sulle coste del nostro Paese, che viene utilizzato come mano d'opera dalla criminalità organizzata e da quella comune, che a ogni angolo di strada ti sbatte il cappellino sotto al naso pretendendo l'obolo di rito per una non si sa bene quale necessità.
Da qui a farci una spaghettata assieme o a guardare in compagnia la prossima partita dell'Italia agli Europei, di acqua sotto ai ponti ne deve ancora passare. E non siamo certo noi italiani a dover cambiare prospettiva. Ma chi continua a vivere nell'illegalità.

mercoledì 12 novembre 2014

Fatti di Tor Sapienza: non chiamatela 'guerra tra poveri'

Parliamoci chiaro: i fatti di Tor Sapienza non sono il frutto di una 'guerra fra poveri'. Così la vicenda delle violenze romane è infatti stata subito bollata dai consueti sociologi da strapazzo, subito pronti a giustificare la pagnotta con sproloqui vari su come la nostra società dovrebbe essere. Ovvero, come piacerebbe a loro che fosse.
Definirla 'guerra fra poveri' è come porre ingiustamente sullo stesso piano le due fazioni, renderle un nucleo informe di personaggi senza sentimenti e senza autonomia, massa invece che popolo. E non è un caso che i sopraddetti sociologi invochino la presenza dello Stato nel regolare qualcosa che non può essere regolato, ma solamente estirpato.
In questa vicenda esiste una posizione 'giusta' e una 'sbagliata'. I fatti di Tor Sapienza vedono da una parte persone (italiani o meno, questo non è importante) che seguono le leggi, pagano le tasse, faticano e arrivano al termine della propria giornata con il lavoro, o anche senza, soggetti alle regole di una terra che hanno scelto e dalla quale sono stati accettati. Dall'altra parte abbiamo invece dei personaggi (anche in questo caso non conta la nazionalità) confluiti a forza e in spregio delle più naturali regole di convivenza in aree non regolamentate e nelle quali non dovrebbero avere, secondo logica, spazi di movimento. Clandestini non controllati, umanità che vive ai limiti e spesso oltre la legge, ai limiti e talvolta oltre le regole sanitarie. E' ovvio e naturale che i primi sentano la presenza dei secondi come un sopruso, un insulto alle quotidiane fatiche per la sopravvivenza.
Grazie alla follia dell'accoglienza e della presunta integrazione l'Italia sta diventando una gigantesca 'banlieu', dove 'squatter' prima stranieri e poi italiani si sentono autorizzati a compiere qualsiasi nefandezza, accolti come trionfatori dall'estrema sinistra, ipocritamente consapevole di come queste persone costituiscano voti e mano d'opera per i movimenti extraparlamentari, quelle braccia con cui ingrossare fila sempre più desolatamente vuote perché prive di un senso logico.
Per cui ribadiamolo: escludendo ovviamente quelli che sono comportamenti di carattere criminale, la protesta degli abitanti di Tor Sapienza è più che giustificata, e non può essere ridotta a semplice 'disagio'. E' qualcosa di più: l'affermazione di un diritto che altri non hanno.