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giovedì 18 gennaio 2024

Televideo, 40 anni: dalla passione all'oblio del primo giornale 'online'

La 'home page' del Mediavideo
Mi arrivano da più parti articoli molto ben fatti di colleghi che, con me, hanno lavorato nel proprio arcaico passato sulle pagine del Televideo, che in questi giorni compie 40 anni di vita.
Non saprei cosa aggiungere a quanto già detto e scritto, se non che il Televideo rappresentò un passo fondamentale nella formazione giornalistica di chi ci lavorò.
Puntare immediatamente, senza giri di parole, al cuore della notizia. Cosa, dove, quando, come? Le classiche domande proprie per ogni giornalista che si rispetti, cui già dal titolo si arguiva una risposta, uno svolgimento in circa 450 battute, non una di più, pochissime di meno, per rispettare la grandezza prevista della pagina.
Esattamente l'opposto di quanto accade oggi, con i giornalisti ridotti a residuati dell'informazione, in siti 'internet' pronti alla battaglia per l'ultimo clic, con titoli al limite del nauseabondo dove nulla è spiegato ma tutto teso ad accogliere l'ingresso del lettore in notizie prive di storia. "Clamorosa bomba! Notizia incredibile! Se n'è andato sbattendo la porta! Sta esalando l'ultimo respiro!", tutte frasi prive di soggetto, con un punto esclamativo sovrabbondante, esagerate ed eccessive, con lo scopo di coinvolgere il lettore in inutili perdite di tempo, regolarmente aumentata dalla presenza di ulteriori sottopagine e inattesi pop-up con tanto di pubblicità martellante.
Grande protagonista di quell'epopea fu l'agenzia di stampa Datasport, nata dapprima come 'braccio armato' del settimanale Superbasket e poi sviluppatasi nel tempo in ambito calcistico-sportivo e poi ancora in quello dello spettacolo.
Già sparring-partner del Televideo Rai nella raccolta dei risultati calcistici domenicali, sviluppa una perfetta struttura dedita al mondo dello sport, dapprima come televideo di Telepiù (+2 per lo sport, +1 per il cinema, in particolare legata alla produzione di palinsesti), con gruppi di lavoro motivati e appassionati, con giornalisti giovani quanto amanti del mondo delle statistiche, di cui Datasport allora era la perfetta portabandiera.
In breve il televideo di Telepiù viene scoperto e 'adottato' dall'ambiziosa Mediaset, ed è ancora Datasport a creare un 'piano di battaglia' per il neonato Mediavideo, con alcune 'chicche', come le pagine dedicate alle squadre della Serie A, dalla 241 in poi, che rimarranno per sempre nella memoria degli appassionati. Sullo sfondo nero della pagina si scriveva il nome della squadra con il colore adeguato (dall'F1 all'F9, rosso per il Milan, bianco per la Juventus, azzurro per l'Inter e così via), quindi tasto 'invio' e la I di 'insert' a fianco del numero di pagina desiderato, la nuova schermata venva creata.
Ogni mattina, prima di cominciare, si cancellavano le pagine in più o vecchie (inviando la D di 'delete' a fianco della pagina da cancellare) per poi ripartire da zero.
Un sito internet 'ante litteram', nel più rigoroso concetto di 'rete', anche perché, per collegarsi a quella che era, in pratica, una sorta di internet arcaico, era necessario l'uso di un antico modem gracchiante, uno strano 'coso' bianco dotato di tante lucine rosse natalizie, con cui scaricare, tramite una stampante ad aghi, le classifiche ATP e WTA per il tennis, così come quelle del PGA Tour nel golf. Appuntamenti settimanali, a volte un po' astrusi anche per chi li realizzava, ma molto graditi a un pubblico di fedelissimi in costante aumento.
Ed era impossibile non avere frotte di tifosi con il naso puntato al televisore quando, sempre Datasport, ogni domenica, per la RAI, si collegava con oltre cento campi di calcio per poter avere gli aggiornamenti in diretta delle partite della Serie C (tre gironi) e dell'Interregionale (nove gironi), per un totale di oltre cento campi collegati e un gruppo di stagisti domenicali pronti a tutto pur di non perdere l'aggiornamento, fino alla telefonata alla stazione dei carabinieri per avere il contatto della macchina a bordo campo a cui chiedere il parziale.
Il mio ricordo, però, scivola ancora più lontano quando, nel 1994, per Telelombardia, fu sempre Datasport a seguire in maniera unica per l'epoca, e forse anche per i tempi successivi, i Mondiali di hockey ghiaccio di scena a Milano, Bolzano e Alba di Canazei. Una puntualità di aggiornamento che, credo, abbia soddisfatto anche i palati più esigenti. 
Quarant'anni di Televideo, eppure parlarne oggi sembra privo di senso. Il fatto stesso che sia necessario spiegarne i contenuti fa capire quanto esso sia obsoleto nel mondo irrefrenabile della notizia veicolata in pochi istanti dal web. Eppure, la precisione, la competenza e la passione che sono nate davanti a quei computer (credo 286) non si sono mai smorzate. Ognuno di noi che ci ha messo le mani, e le dita, vorrebbe poter spingere ancora una sola volta l'invio di una pagina di aggiornamento, vedere creata la notizia davanti ai propri occhi, palpabile presenza di un'informazione senza strilli e veramente sincera, al servizio dell'utente finale, il lettore.

giovedì 23 dicembre 2021

Influencer cinese colpita dal governo, multa multimilionaria

Viya Huang
Lei si chiama Viya Huang (o Huang Wei, in cinese 黄薇), ed è una delle più importanti 'influencer' cinesi, nota in particolare per i suoi 'streaming' su Taobao Live, programmi di 'teleshopping'.
Il governo della Cina ha deciso di condannarla per evasione fiscale con una multa gigantesca di 1,3 miliardi di yuan (181 milioni di euro).
Colpirne uno per educarne cento, una frase che, fra l'altro, arriva proprio da quelle latitudini, e che si può ben adattare alla situazione, visto che Pechino ha concesso dieci giorni alle varie celebrità internet per mettersi in regola con l'amministrazione fiscale.
Il presidente Xi Jinping, nel mese di agosto, ha esortato alla "prosperità comune" e ha promesso un "adeguamento" dei redditi eccessivi. Un messaggio inteso come monito verso alcuni eccessi rilevati in alcuni settori, Fra cui 'showbiz' e internet, accusati di offrire "stipendi da capogiro".
"Le star dello spettacolo, i livestreamer e altri personaggi pubblici devono rispettare rigorosamente le disposizioni della legge fiscale", hanno ricordato gli uffici delle imposte, compresi quelli di Pechino e Shanghai. "E' dovere di ogni cittadino pagare le tasse", è stato ribadito, lasciando alle varie 'celebrities' locali tempo fino "alla fine dell'anno" per adeguarsi, minacciando sanzioni pesanti.
Viya è scomparsa dai principali 'social' del Paese a partire dal 21 dicembre, il giorno dopo la sua condanna per evasione fiscale. (fonte: ANSA-AGI-AFP)



sabato 3 febbraio 2024

Safer Internet Day: Telefono Azzurro e l'educazione nell'era digitale

(foto Unsplash - Markus Spiske)
Il 5 febbraio sarà il Safer Internet Day, e la Fondazione S.O.S. Telefono Azzurro organizzerà un evento dibattito dal titolo "Ci arriva anche un bambino", che coinvolgerà per due giorni esperti accademici, istituzioni e aziende per affrontare in maniera trasversale il tema.
Oltre alla presentazione dei risultati della nuova indagine realizzata da BVA-Doxa sono in programma sei tavole rotonde su diverse tematiche: dall’innovazione digitale per le nuove generazioni alla sicurezza dei dati, dalla comunicazione all’educazione nell’era digitale ai rischi della rete per le nuove generazioni, AI e 'big data' e responsabilità ed etica nel digitale. Il filo rosso che legherà tutti gli interventi sarà il bambino e la sua sicurezza, che devono sempre essere al centro dell’agire. Durante la mattinata Telefono Azzurro e Politecnico di Milano lanceranno anche un osservatorio congiunto.
Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, sottolinea: "Il nostro obiettivo è di contribuire a gettare le basi per azioni ad alto impatto e su più livelli - istituzionale, aziendale ed educativo - che tutelino i diritti dei bambini e degli adolescenti in rete. Crediamo infatti che sia responsabilità di istituzioni, aziende e comunità di proteggere i minori dai rischi del web e delle nuove tecnologie di AI". E ancora: "È necessario intervenire non semplicemente sul piano della sicurezza e del controllo ma bisogna mettere in campo azioni educative in grado di garantire la completa tutela del minore e allo stesso tempo di rendere il minore consapevole dei rischi presenti in rete e per questo in grado di evitarli".

giovedì 6 aprile 2023

L'ennesima brutta figura della Sinistra, gli auguri al partigiano stragista

La foto della 'festa' tratta dal sito Internet de "Il Giornale"
Basta poco per regalare ai critici della Sinistra l'ennesima palla-gol
, il classico tocco a porta vuota, una rete per sputtanare una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, la cancerosa storia dei partigiani, in particolare quelli comunisti, praticamente asserviti a una potenza straniera, sia essa l'Unione Sovietica stalinista o la Jugoslavia titoista.
E così arriva dal Veneto la raccapricciante storia di Valentino Bortoloso, partigiano dal nome di battaglia "Teppa", fra gli autori del famigerato 'eccidio di Schio' del 1945 (vi guardate in Internet cosa sia) oggi tesserato col PD: nell'occasione dei suoi 100 anni feste e onorificenze da parte dei militanti del suo partita (fra cui anche una maestra di scuola, poveri noi) per uno stragista non diverso dai tanti nazisti che si sono macchiati di altrettante atrocità (vedi le tanto celebrate Fosse Ardeatine, in cui per lo meno esisteva la 'giustificazione' per un altro macabro attentato, ovviamente ordito dai partigiani gappisti).
La strage avvenne a guerra terminata, e la riprendo brevemente dall'articolo di Edoardo Mario Francese, pubblicato dal quotidiano "Il Giornale": "Nella notte tra 6 e 7 luglio del 1945, a guerra terminata, una dozzina di ex partigiani dell’Alto Vicentino della polizia ausiliaria fece irruzione nel carcere di Schio e uccise sul colpo decine di internati indifesi, causando altri feriti: tra questi c’erano sia politici e simpatizzanti della Repubblica sociale italiana, ma anche detenuti comuni e donne, colpevoli solamente di aver avuto una relazione con dei fascisti. Un fatto passato alla storia come “eccidio di Schio”: le cronache e i pochi testimoni ancora in vita raccontano di un bagno di sangue, tanto che gli operai della vicina fabbrica Lanerossi vennero chiamati a scrostare le pareti. Da sinistra si tenta di sminuire l’accaduto: un gesto di vendetta per un compagno ucciso dalle brigate nere, o per ribattere alla strage di Pedescala e dei concittadini internati a Mauthausen, più la scusa che in quel carcere ci fossero i veri cattivi mentre altri erano stati messi al sicuro. La miccia sarebbe stata la promessa del gruppo inglese alleato, che reggeva la città, di liberare i prigionieri del carcere di Schio. Evidentemente non erano così pericolosi".
Penso possa bastare. Buon compleanno per i tuoi cento anni, che le anime delle persone che hai ucciso non ti lascino mai.

sabato 20 giugno 2009

Contro il Premier il solito ridicolo attacco dei Comublogger: il mondo di Orwell si agita attorno a noi, ma ci difenderemo col cervello e non solo...

A Milano piove, e vorrei che tutta questa pioggia lavasse via la merda rossa che ci ricopre da anni, da sempre, e comunque da troppo tempo. Sono stufo e arcistufo di questa spazzatura che arriva dalla cosiddetta 'informazione'. Strano, visto che fino a ieri qualcuno diceva che questa stessa fosse pesantemente controllata. Finito l''affaire' Noemi, di cui è stata provata l'inconsistenza, ora la feccia cattocomunista filo-perbenista (i soliti noti frequentatori di transessuali insomma) si attacca a tale Patrizia D'Addario. Non so e non mi interessa. Io stravedo per Silvio Berlusconi come uomo, lo ritengo uno dei più grandi personaggi dell'Italia (ma non solo) a cavallo dei due secoli, e forse anche di più. Credo che questi Uomini dovrebbero popolare maggiormente il Pianeta Terra per renderlo migliore (altro che Ecosistema!), e credo che solo i pezzenti e gli invidiosi, coloro che siano naturalmente inferiori, per capacità, cultura, potere e quant'altro, possano solo rodere per la loro pusillanimità e incapacità nel realizzare ciò che quest'Uomo ha fatto.

Torniamo ai Nani di Internet, ma quelli veri, quelli che si raccolgono come tanta muffa in gruppi dai nomi 'partigianeschi' come "L'Italia che resiste" o "Ragazzi del 4 aprile" (li vorrei vedere questi baldi tomi, in una vera azione di guerra, vorrei sentirli cagarsi addosso, mentre le pallottole gli fischiano intorno, giusto per capire quanto sia più facile fare finta di avere i coglioni sparando sentenze da dietro un computer), per finire con "Berluscones", coloro che insomma stanno trasformando il web in una dittatura di carattere orwelliano.
Del resto la sinistra ci appare ogni giorno che passa per il mostro che è: un ammasso di uguaglianza pretesa per coprire le mancanze degli incapaci, di coloro che non arriveranno mai lassù perché non sanno, non fanno una minkia, ma pretendono lo stesso perché ritengono di dover avere il kulo parato da qualche bandiera rossa agitata da intellettuali a caccia di potere altrui.
Va bene mi sono sfogato, cazzo. Almeno un po'...

Prima però, giusto perché non mi piace parlare senza prove, ecco qui, riportato riga per riga, l'elenco dei post propagandati da OKNotizie alle ore 3.14 di questa notte: badate bene, voi ben sapete che, secondo i compagni, tutto o quasi tutto ciò che è informazione è sotto stretta tutela di Silvio Berlusconi e dei suoi pasdaran. Ma andiamo a vedere cosa c'era online...

Il Sito Ufficiale di Sabina Guzzanti» posso dire, l’avevo detto? (www.sabinaguzzanti.it) - Video: Berlusconi saluta Patrizia Daddario (tv.repubblica.it) - Showgirl Patrizia d’addario says she shot secret video in Berlusconi bedroom - Times Online (www.timesonline.co.uk) - Lo scarabocchio di Comicomix: Una Vita Da Papino - (scarabocchiodicomicomix.splinder.com) - Internet secondo Daniele Luttazzi (movimentoparaculo.blogspot.com) - Svelato il complotto eversivo contro Silvio Berlusconi. Nessuno ci credeva ma è vero. Tutte le prove del piano malefico contro il nostro povero Premier e, soprattutto, la verità su chi è a capo di questo incredibile disegno criminoso [italia-che-resiste] | (www.giornalettismo.com) - Supponiamo che la cocaina, le feste di papi e la camorra...e supponiamo che Napolitano sia..e che sappia alcune cose che in qualche modo vi sveliamo..e mettiamoci di mezzo l'iran. Ecco..voi che direste di questo? (lottantanove.wordpress.com) - Attacco razzista a campi rom, fuggite 100 persone con una neonata di 5 giorni! - (hamelin.altervista.org) - Palermo: assessore con villa abusiva, Cammarata lo caccia dalla giunta e scoppia una nuova guerra dentro il Pdl (palermo.repubblica.it) - I retroscena nelle trattative fra cojonelli: il cavaliere e Gheddafi contrattano. [italia-che-resiste] | (marcomengoli.wordpress.com) - Berlusconi, intrigo di stato (infomania.over-blog.it) - Giancarlo Caselli sul Ddl intercettazioni / Referendum 2009 (3my78.blogspot.com) - Per soli 1000€? (liberautopia.ilcannocchiale.it) - “siamo rom, non siamo nomadi. e vogliamo una casa”. cronaca di un'occupazione speciale [italia-che-resiste] | (www.giornalettismo.com) - Dopo sesso e mazzette ora s'indaga sulla droga (bari.repubblica.it)

Tenete presente che nella prima pagina di OKNotizie vanno 25 notizie per quanto riguarda il settore delle 'più popolari'. Orbene, qui ne conto di 'antiberlusconiane' o comunque scritte da compagni e affini, ben 15. Nessuna traccia del gruppo di Komunistelli, l'unico che coraggiosamente faccia della controinformazione non di regime (che pure pare riscuota di grandi consensi). Insomma, impera l'orda dei Comublogger, così come li chiamo io, gruppi di personaggi senza scrupoli (o intelligenza) che, pur essendo a conoscenza dei mezzi tecnologicamente più avanzati, sono rimasti ancorati alle mummie del '68. Il problema vero è che questa falsa informazione ci circonda, penetra nelle nostre case e condiziona i nostri figli: come difenderci? Il senso di giustiza e dell'essere uomini ci chiama a raccolta attorno al Premier e a tutti i grandi Uomini per allontanare da loro il pericolo dei Nani della storia che la storia non faranno mai...

domenica 22 agosto 2021

Nizza-Marsiglia, i tifosi di casa invadono il campo e inseguono i giocatori marsigliesi

L'apertura del sito internet de "L'Equipe"
Incredibile rissa al 77' minuto del derby francese della Costa Azzurra della Ligue 1, fra il Nizza e e l'Olympique Marsiglia, sfida molto sentita sia dalle due squadre che, soprattutto, dalle due tifoserie.
Durante un calcio d'angolo, sul punteggio di 1-0 per il Nizza, la curva di casa ha ricoperto di bottiglie e altri oggetti il giocatore marsigliese che si stava avviando a battere il corner, Dimitri Payet, che ha risposto,come scrive il quotidiano Tuttosport sul proprio sito internet, lanciando a sua volta nuovamente con violenza la bottiglietta sugli spalti, scatenando però a questo punto l'ira degli ultras, in particolare quelli radunati dietro allo striscione rossonero degli "Ultras Populaire Sud Nice", che hanno, non meno di una cinquantina, immediatamente invaso il campo, inseguendo i giocatori avversari e costringendo il direttore di gara a sospendere il match.
Dopo oltre mezzora, l'arbitro, convinto dal prefetto nizzardo, ha ordinato alle due squadre di rientrare in campo, cosa che ha fatto però solo il Nizza. Il pallone è stato riposto sul triangolino della bandierina alla sinistra della porta sotto la Curva Sud, esattamente nel punto in cui si trovava quando la partita era stata sospesa. L'Olympique, invece, non si è ripresentato. Così, adesso, entrambe le squadre rischiano il 3-0 a tavolino e diverse squalifiche, sia a livello di giocatori che di campo di gioco.

Un momento dell'invasione nella foto da Twitter

Il presidente del Nizza, Jean-Pierre Rivère, parla con i tifosi di casa per cercare di calmarli

giovedì 25 agosto 2022

Processo di Mariupol: Russia Today, l'Ucraina "ha paura della verità"

Di seguito l'articolo di Russia Today a firma di Alexey Zakvasin e Ekaterina Komarova, dedicato all'imminente inizio del processo per crimini di guerra che andrà in scena a Mariupol contro militari e paramilitari ucraini.

Il capo della DPR, Denis Pushilin, ha affermato che diverse località sono state preparate per il processo contro nazionalisti e personale militare delle Forze armate ucraine. Secondo lui, "tutti i criminali di guerra saranno portati sotto il tribunale". Il primo processo è previsto a Mariupol a fine agosto. Kiev si oppone categoricamente al processo, altrimenti minaccia la Federazione Russa di vietare qualsiasi negoziato. A Mosca e Donetsk, si ritiene che il regime di Zelensky abbia paura della divulgazione dei fatti dei crimini di guerra dei nazionalisti e delle forze armate ucraine. Come si aspettano gli esperti, il tribunale avrà un'ampia risonanza negativa per le autorità ucraine.
Nella Repubblica popolare di Donetsk, sono stati preparati diversi luoghi per tenere un tribunale sui militari ucraini catturati e sui nazionalisti del reggimento Azov*. Lo ha affermato il capo del DPR Denis Pushilin in onda sul canale RUTUBE Solovyov LIVE.
“Tutti i criminali di guerra saranno processati. Questi non sono solo gli Azov", ha detto il capo della repubblica.
Pushilin ha spiegato che, lavorando con testimoni e vittime, l'indagine ha rivelato fatti di crimini "non meno terribili e più cinici" commessi da rappresentanti dell'esercito regolare ucraino. Secondo Pushilin, dal 2014 alcuni membri del personale militare ucraino sono stati "seriamente con la testa rotta" a causa dell'idea della superiorità di una nazione sull'altra.
Il capo del DPR ha promesso che il processo sarebbe stato aperto. Come ha osservato Pushilin, è importante per la Repubblica popolare di Donetsk che il mondo intero venga a conoscenza dei crimini di guerra del regime di Kiev.
Secondo il capo della repubblica, il regime di Kiev ei suoi "mecenati" stranieri hanno molta paura di questo. Pushilin ha affermato che con l'avvio del processo "diventerà chiaro chi sostiene l'Occidente e che tipo di non umani commettono tali crimini".
Il capo del DPR non ha indicato la data esatta dell'inizio del processo. Come riportato in precedenza dalle autorità della repubblica, il primo tribunale si terrà a Mariupol entro la fine dell'estate. Donetsk prevede che Russia, Bielorussia e Siria invieranno i loro osservatori al tribunale.
Martedì 23 agosto, il ministero degli Esteri ucraino ha invitato gli stati esteri e le strutture internazionali a condannare l'imminente tribunale sul territorio della DPR. Kiev ha affidato la responsabilità della sua organizzazione alla parte russa.
“L'Ucraina richiama l'attenzione della comunità internazionale sulla preparazione attenta e mirata del Cremlino a commettere questo crimine. Il processo annunciato dalla Federazione Russa è nullo e illegale", si legge in una nota pubblicata sul sito web del ministero degli Esteri ucraino.
Kiev ritiene che l'organizzazione di un tribunale sui nazionalisti e sul personale militare dell'Ucraina violi le disposizioni del diritto umanitario internazionale, comprese le norme stabilite nella Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra del 1949.
"L'Ucraina invita i suoi partner internazionali - organizzazioni e stati internazionali - a condannare fermamente le azioni illegali della Federazione Russa contro i prigionieri di guerra ucraini e ad adottare misure immediate per costringere la Russia a rispettare rigorosamente le norme del diritto internazionale umanitario, in particolare il trattamento di prigionieri di guerra", ha affermato il ministero degli Esteri ucraino.
L'ONU si oppone anche alla preparazione di un tribunale sui nazionalisti e sul personale militare dell'Ucraina.
Il 23 agosto, in un briefing a Ginevra, il rappresentante ufficiale dell'Ufficio dell'Alto Commissario dell'Organizzazione Mondiale per i Diritti Umani, Ravina Shamdasani, ha messo in dubbio l'imparzialità del futuro processo e ha invitato la Federazione Russa "a fornire agli osservatori indipendenti accesso a tutte le persone detenute in relazione al conflitto in Ucraina".
In un'intervista con RT, Vladimir Bruter, esperto dell'Istituto internazionale di studi umanitari e politici, ha definito infondati i rimproveri di Kiev e dell'ONU.
Come ha spiegato lo specialista, soldati e militanti ucraini saranno processati per metodi di guerra proibiti e crimini contro l'umanità: sterminio di civili, tortura, sfollamento forzato e altre forme di abuso di civili e prigionieri.
Kiev ritiene che l'organizzazione di un tribunale sui nazionalisti e sul personale militare dell'Ucraina violi le disposizioni del diritto umanitario internazionale, comprese le norme stabilite nella Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra del 1949.
"L'Ucraina invita i suoi partner internazionali - organizzazioni e stati internazionali - a condannare fermamente le azioni illegali della Federazione Russa contro i prigionieri di guerra ucraini e ad adottare misure immediate per costringere la Russia a rispettare rigorosamente le norme del diritto internazionale umanitario, in particolare il trattamento di prigionieri di guerra", ha affermato il ministero degli Esteri ucraino.
L'ONU si oppone anche alla preparazione di un tribunale sui nazionalisti e sul personale militare dell'Ucraina.
Il 23 agosto, in un briefing a Ginevra, il rappresentante ufficiale dell'Ufficio dell'Alto Commissario dell'Organizzazione Mondiale per i Diritti Umani, Ravina Shamdasani, ha messo in dubbio l'imparzialità del futuro processo e ha invitato la Federazione Russa "a fornire agli osservatori indipendenti accesso a tutte le persone detenute in relazione al conflitto in Ucraina".
In un'intervista con RT, Vladimir Bruter, esperto dell'Istituto internazionale di studi umanitari e politici, ha definito infondati i rimproveri di Kiev e dell'ONU.
Come ha spiegato lo specialista, soldati e militanti ucraini saranno processati per metodi di guerra proibiti e crimini contro l'umanità: sterminio di civili, tortura, sfollamento forzato e altre forme di abuso di civili e prigionieri.
Come sapete, tali azioni sono vietate contemporaneamente da diverse convenzioni internazionali, nonché dalla legislazione nazionale delle Repubbliche del Donbass e della Federazione Russa.
Il perito ha rilevato che gli atti investigativi svolti nel DPR hanno confermato la giustificazione delle precedenti accuse. A questo proposito, la magistratura della Repubblica popolare ha tutto il diritto di infliggere punizioni ai militanti e ai soldati ucraini.
Per evitare un tribunale, il regime di Kiev è pronto ad adottare misure estreme e ad abbandonare la prospettiva di qualsiasi negoziato con la Federazione Russa. Così, la notte del 22 agosto, nel suo tradizionale discorso ai cittadini, il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha affermato che Kiev non avrebbe tollerato un "giudizio" del popolo Azov e del personale militare delle forze armate ucraine.
“Se si verifica questo vile processo, se il nostro popolo, in violazione di tutti gli accordi, di tutte le regole internazionali, viene condotto in questo scenario, se viene presa in giro... Questa sarà la linea oltre la quale qualsiasi negoziato sarà impossibile. La Russia si interromperà dai negoziati", ha minacciato Zelensky.
Mosca ritiene che la reazione radicale del leader ucraino sia stata causata dalla consapevolezza dell'entità della risonanza della testimonianza dei militanti e del personale militare dell'Ucraina. Come ha osservato in precedenza il presidente della Duma di Stato Vyacheslav Volodin, Zelensky e "il regime di Kiev ha qualcosa da temere".

«Presto si svolgerà il tribunale sui nazisti. I criminali di guerra che hanno ucciso, violentato, distrutto e tenuto terrorizzata la popolazione civile del Donbass dovrebbero comparire davanti a lui. È importante che l'udienza sia pubblica. Tutti lo stanno aspettando. Fatta eccezione per il presidente dell'Ucraina Zelensky", ha scritto il presidente della camera bassa del parlamento russo nel suo canale Telegram.
Come ha notato Volodin, sono stati Zelensky e il suo entourage a dare ordini di "bombardare, sparare e uccidere i civili: anziani, donne, bambini". Per questo, secondo lo statista, il presidente ucraino sta facendo di tutto per impedire il tribunale.
“È estremamente importante che il processo abbia luogo. La comunità mondiale dovrebbe essere a conoscenza dei crimini del regime di Kiev contro l'umanità", ha aggiunto Volodin.
Secondo la parte russa, le forze armate ucraine violano gravemente le norme internazionali e usano le "tattiche della terra bruciata". Lo ha affermato il 24 agosto il capo del dipartimento militare della Federazione Russa, Sergei Shoigu, parlando a Tashkent in una riunione dei ministri della difesa dei pa“Usano edifici residenziali, scuole, ospedali, asili nido come postazioni di tiro, vi posizionano carri armati e artiglieria e si nascondono dietro la popolazione come scudi umani. Hanno intenzionalmente bombardato e minato a distanza gli insediamenti con mine antiuomo "Petal" per infliggere il maggior danno possibile ai civili e alle infrastrutture", ha affermato Shoigu.
Insieme a questo, ha affermato il capo del ministero della Difesa russo, la parte russa ha prove della violazione da parte dell'Ucraina degli standard internazionali per il trattamento dei prigionieri di guerra. Shoigu ha ricordato il filmato delle torture e delle brutali rappresaglie contro i militari russi che in precedenza avevano inondato Internet.
Aggiungiamo che mercoledì il Ministero degli Affari Interni della Federazione Russa ha annunciato una ricompensa per aver aiutato a trattenere gli attuali comandanti dell'Azov, Konstantin Nemichev e Sergey Velichko, che hanno torturato e ucciso i militari russi con particolare crudeltà.esi membri della SCO.

“Usano edifici residenziali, scuole, ospedali, asili nido come postazioni di tiro, vi posizionano carri armati e artiglieria e si nascondono dietro la popolazione come scudi umani. Hanno intenzionalmente bombardato e minato a distanza gli insediamenti con mine antiuomo "Petal" per infliggere il maggior danno possibile ai civili e alle infrastrutture", ha affermato Shoigu.
Insieme a questo, ha affermato il capo del ministero della Difesa russo, la parte russa ha prove della violazione da parte dell'Ucraina degli standard internazionali per il trattamento dei prigionieri di guerra. Shoigu ha ricordato il filmato delle torture e delle brutali rappresaglie contro i militari russi che in precedenza avevano inondato Internet.
Aggiungiamo che mercoledì il Ministero degli Affari Interni della Federazione Russa ha annunciato una ricompensa per aver aiutato a trattenere gli attuali comandanti dell'Azov, Konstantin Nemichev e Sergey Velichko, che hanno torturato e ucciso i militari russi con particolare crudeltà.
Tuttavia, la disumanità del regime di Kiev si estende ai prigionieri ucraini. Nel suo discorso, Shoigu ha attirato l'attenzione dei partecipanti alla riunione sull'attacco al centro di detenzione preventiva di Yelenovka, inflitto dalle forze armate ucraine il 29 luglio. Di conseguenza, 50 ucraini furono uccisi e 73 feriti. Secondo il ministro della Difesa della Federazione Russa, in questo modo Kiev intimidisce i suoi soldati, temendo la loro testimonianza rivelatrice.
Secondo gli esperti, il processo ai criminali di guerra tra i radicali e il personale militare dell'Ucraina è di grande importanza morale e politica e deve certamente svolgersi.
“Questo ricorda a Kiev e al mondo intero che le azioni del regime di Zelensky non hanno nulla a che fare con i diritti umani. È molto importante che gli stessi militari ucraini confessino, raccontando dei bombardamenti deliberati delle aree residenziali, del bullismo nei confronti dei civili e di come Kiev abbia deciso di reprimerli con un attacco a Yelenovka”, afferma Bruter.
In un commento di RT, Oleg Nemensky, un esperto dell'Istituto russo per gli studi strategici, ha espresso fiducia che il regime di Kiev non avrebbe abbandonato i tentativi di interrompere l'organizzazione del tribunale. In particolare, le forze armate ucraine continueranno a bombardare Donetsk e altri insediamenti, che ora stanno raggiungendo la loro artiglieria.
“Prova di ciò può essere considerata il bombardamento di Donetsk il 23 agosto, durante il quale ha volato anche l'amministrazione di Pushilin . Apparentemente, il regime di Zelensky sta cercando di intimidire la leadership della repubblica, determinata a tenere un tribunale ", afferma il politologo.
Nemensky è convinto che il prossimo processo “avrà un'ampia e negativa risonanza internazionale per Kiev”, nonostante il suo possibile totale sabotaggio da parte dei media occidentali.


nb: la traduzione è quella automatica proposta dal sito di RT, con la conseguenza che alcuni termini risultano poco chiari o errati nella loro versione italiana. Ho deciso di mantenerli, lasciando a ognuno la sua libera traduzione.

martedì 23 giugno 2020

Cina imperterrita, comincia il festival della carne di cane

Cani in gabbia in Cina (immagine tratta da Internet)
I comunisti non solo mangiano i bambini (che, in senso lato, è pur vero, visto le stragi di innocenti con cui hanno brutalizzato il mondo fin dal secolo scorso), ma si cibano anche di centinaia di migliaia di cani, altrettanto innocenti.
Succede a Yulin, in Cina, in pieno contagio da Coronavirus, in cui da domenica ha preso il via l'11.a edizione della fiera della carne di cane, che durerà fino al 30 giugno. Sarà per l'ennesima volta, fra le proteste di tutto il mondo, l'ennesima mattanza del 'migliore amico dell'uomo' ucciso nei modi più brutali dal 'peggiore amico dell'uomo'.
Il tutto nonostante il divieto delle autorità e l'esclusione dalla lista degli animali commestibili pubblicata dal ministero dell'agricoltura cinese ad aprile, con ampia diffusione sui quotidiani internazionali della notizia.
Il sito "Sussidiario.net" scriveva nel 2018: "Come ogni anno, nella città del Guangxi, inizia oggi un evento, o meglio, una strage, che dura dieci giorni, e che porta alla morte di migliaia di cani. Nello stato cinese parlano di tradizione, ma in realtà sarebbe una semplice fiera a scopi commerciali. A segnalare lo scempio, Humane Society International, che si batte ormai da anni contro questo festival dell’orrore, e che con il passare del tempo ha acquisito sempre più partner, nuovi attivisti che si sono opposti fermamente alla mattanza". E ancora: "Pare infatti che il governo si sia impegnato a fare chiudere il festival di Yulin, e la polizia è presente sul luogo, pattugliando i mercati e vietando la vendita di carne di cane. Peccato però che i controlli siano presenti solamente nella via principale, visto che in quelle laterali la mattanza sta continuando".
Considerazione personale. Vi invito a fare sentire la Vostra Voce protestando presso il sito dell'Ambasciata Cinese in Italia: https://www.facebook.com/chineseembassyitaly.

lunedì 8 marzo 2010

Samantha Cameron, ecco a voi il 'cuckold politico'!

Sarebbe uno dei primi casi confessati di 'cuckold politico': Samantha Cameron, la moglie del leader dei Tory inglesi, avrebbe infatti votato per i laburisti in passato e potrebbe votare per Gordon Brown alle prossime elezioni. La notizia, oltre che essere interessante, mi permette di mostrarvi un paio di foto della bella 'milf' inglese (di cui credo ad alta risoluzione). Oddio, non proprio bella, ma quanto meno dotata di quel fascino tutto inglese da 'faccia smorta' (il resto ditelo pure voi...).
La storia ci viene spiegata dal sito internet del quotidiano "Unione Sarda" (!) che ci racconta come la cosa si è venuta a sapere: "A rivelarlo in un documentario che verrà trasmesso domani su Channel 4 è il parlamentare conservatore Ed Vaizey, amico della coppia ed ex compagno di università di David Cameron a Oxford. Nel documentario, realizzato dal giornalista Andrew Rawnsley - autore del recente libro che rivela gli attacchi di collera di Brown - emerge inoltre che sarebbe stata proprio la signora Cameron a incoraggiare il marito ad abbandonare la linea ideologica di Margaret Thatcher, presentando un'immagine più 'soft' dei conservatori, con grande delusione e disappunto da parte dei Tory più tradizionalisti. Nella sua intervista per 'Cameron Uncovered', questo il titolo del documentario, Vaizey afferma che la Cameron potrebbe in passato aver votato per Tony Blair e poi aggiunge: "Andrà alle urne questa volta e si chiederà: Cameron è davvero la risposta giusta o devo restare con Gordon Brown?". Realizzando immediatamente la gaffe, l'amico dei Cameron sottolinea che si tratta soltanto di una "congettura"".
Ok, passiamo ora nel dettaglio a parlare della signora, sempre tramite le pagine dell'"Unione Sarda": "Direttrice di un marchio di cartoleria di lusso e figlia dell'aristocratico Sir Reginald Sheffield, Samantha Cameron in effetti non rientra nello stereotipo del tipico elettore laburista, anche se, sottolinea il domenicale, da ragazza ha dato sfogo al suo lato ribelle e vestiva come una 'dark', tutta in nero. Lo stesso David Cameron ha ammesso tuttavia che lui e la moglie a volte litigano per la politica, ma che ogni volta il confronto si risolve in fretta e pacificamente".
Senza entrare nei dettagli di come si risolva il confronto (vorrei essere presente, ehehe) aggiunga che potremmo definire la Cameron come la classica 'radical-chic del cazzo' (termine mio), anche se l'idea di vederla vestita in stile dark (chi segue questo blog sa quanto sia vicino a questo genere) mi dà veramente alla testa. Tanto, mi dico, se è 'cuckold politicamente'...

domenica 23 aprile 2023

Hockey russo, CSKA Mosca sul 3-1 nella sfida per la Gagarin Cup

Il puck carambola in rete, è il gol del 2-1 decisivo
Si avvia verso la conclusione anche il campionato di hockey russo, probabilmente il più importante del continente europeo sebbene, così come altri 'prodotti' di matrice russa, venga boicottato dagli organi di informazione occidentale.
Eppure la Kontinental Hockey League (KHL), la principale lega russa (il cui sito è boicottato dai profili internet occidentali), ha trovato però proprio in Youtube la piattaforma dove trasmettere in diretta, sul proprio canale, tutte le partite di finale della Gagarin Cup, la coppa che premia la squadra vincente dei playoff.
In questo caso,grazie al successo casalingo odierno per 2-1, è il leggendario CSKA Mosca a essersi portato sul 3-1 nella serie contro il Bars Kazan, per una sfida che spesso, negli ultimi anni, ha visto le due protagoniste contendersi il titolo finale (nel 2018 e nel 2020).
Sulle panchine due 'guru' dell'hockey: a Mosca c'è Sergei Fedorov, ex grande 'stella' dell'NHL, a Kazan dà gli ordini Zinėtula Biljaletdinov, transitato anche da Lugano e più vole alla guida della nazionale russa.
A siglare la rete decisiva di gara-4 è stato Vladislav Kamenev, con il puck sapientemente diretto sui gambali del portiere avversario, costretto a una piroetta che ha fatto carambolare il disco direttamente in rete, e a nulla è valso togliere il portiere nell'ultimo minuto e mezzo per la formazione ospite.








martedì 16 maggio 2017

Emanuela Botto, che fine ha fatto la sexy regina degli orafi?

Emanuela Botto, ma che fine ha fatto la sexy venditrice delle aste televisive online? E' una storia conturbante e ombrosa la sua, degna di una spy-story. E, come ogni spy- story che si rispett, anche questa ha le sue vittime. Ma chi è Emanuela Botto? Regina del soft-core televisivo, dea dell'onanismo da telecomando, i suoi generosi screenshot superscollati e le sue minigonne vertiginose hanno regalato notti insonni all'italiano medio, e anche una discreta conoscenza del mondo orafo, a cominciare dagli ormai ben noti 'tappabuchi' spesso citati dalla procace Emanuela che, esibendo le proprie forme abbondanti, lascia valicare l'immaginazione a ogni possibile interpretazione semantica.
Assieme a un'altra nota 'artista' del voyeurismo da televendita, al secolo Joanna Golabek, la Botto è stata accusata di truffa e arrestata nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri insieme a Giuseppe Maria D’Anna, e al figlio Ruben, negando però ogni addebito. Padovana, 41 anni, la Botto aveva anche un sito internet, intitolato "I Gioielli di Emanuela", ma ormai è inutile cliccarci, perché tanto quel "site is down", recita la scritta.
In una sorta di complesso quanto ambiguo circolo familiare, laBotto era la compagna di Ruben D’Anna, figlio di Giuseppe Maria e fratellastro della Golabek, oggi 47enne. Secondo l'accusa il gruppo comprava gioielli di scarso valore nei Paesi asiatici e poi li rivendeva in Italia attraverso le televendite, spacciandoli per ottimi affari. Fra coloro che, nel 2016, momento in cui è scoppiato il caso, sono finiti agli arresti domiciliari, c'è anche un altro volto delle stesse vendite tv, ovvero Roberto Peragine.
Ma cosa ne sarà di Emanuela Botto? Siamo certi che la sua avvenente 'imponenza scenica' riuscirà a conquistarle ancora spazio per i suoi tanti fan ormai abbandonati e condannati a passarsi l'un l'altro sul web fermo immagine a prova di urlo. Immaginiamo una prossima casta presenza in qualche talk-show, magari assieme a Barbara D'Urso, in cui si dichiarerà vittima inconsapevole dell'"ammmore" e poi chissà, forse anche un libro e una carriera come commentatrice od opinionista. L'importante sarà rivederla in tv, le nostre ditina fremono sul tasto 'stamp' per poterle scattare la prossima foto...



giovedì 8 agosto 2024

Taylor Swift, giovani islamici preparavano una strage a Vienna

Taylor Swift (foto dal profilo Instagram)
Una mancata strage evitata per un soffio, tanti ragazzi scampati a un possibile nuovo attentato di matrice islamica, ancora durante un concerto di Taylor Swift. E' successo a Vienna, dove le autorità locali hanno bloccato sul nascere un piano terroristico clamoroso, che ha portato all'annullamento dei tre concerti della Swift previsti nella capitale austriaca.
Le due persone fermate dalla polizia nel giro di poche ore avevano in mente di colpire in una delle tre serate in cui era previsto il concerto della cantante americana. Il primo arresto è stato effettuato in un piccolo centro a un'ora di auto da Vienna, Ternitz. Il sospettato terrorista è un diciannovenne residente nella Bassa Austria, la cui identità non è stata rilevata ma è comunque stato reso noto che abbia giurato fedeltà all'Isis.
Il direttore generale per la pubblica sicurezza presso il Ministero degli Interni austriaco, Franz Ruf, in una conferenza stampa ha spiegato che le indagini avevano rilevato "attività preparatorie" per un attacco da parte del diciannovenne. Le forze dell'ordine hanno quindi arrestato il giovane e trovato e sequestrato "sostanze chimiche" sospette. Stando alle indagini l'uomo si era radicalizzato su internet. Il secondo sospetto è stato arrestato a Vienna e, secondo i media locali, avrebbe 17 anni anche se le autorità non hanno fornito ulteriori informazioni.
Secondo alcune testate austriache - ma le autorità locali non hanno confermato la notizia - ci sarebbero altri tre sospetti attentatori in fuga, anche loro coinvolti nella pianificazione di un attacco allo stadio Ernst-Happel.
Il capo della Polizia austriaca, Gerhard Pürstl, ha spiegato come sia stato scongiurato un pericolo definito 'concreto'.

domenica 25 settembre 2022

Ali Karimi a fianco dell'opposizione, ricercato dai Pasdaran iraniani

Un'immagine tratta dal profilo Instagram di Ali Karimi
I Pasdaran iraniani, le Guardie della Rivoluzione (Irgc), stanno danno la caccia ad Ali Karimi, personaggio popolarissimo del calcio, autentica icona del mondo sportivo nazionale, tanto da essere soprannominato il 'Maradona d'Asia', schieratosi con le proteste in corso nel Paese, e che dopo la morte della giovane Mahsa Amini hanno preso nuovo slancio.
L'agenzia di stampa Fars, collegata all'Irgc, lo ha aspramente criticato e lo ha definito "il nuovo leader dell'opposizione".
Karimi, ex capitano della nazionale di calcio iraniana, ha utilizzato la sua immagine per sensibilizzare il mondo delle vicende in corso nel suo Paese.
Ora allenatore, Karimi, che ha giocato anche per il Bayern Monaco e lo Schalke 04 nella Bundesliga fra il 2005 e il 2010, posta continuamente sui 'social' i video delle proteste, in cui la brutalità del regime diventa sempre più evidente.
Karimi è stato tra i primi personaggi pubblici ad addossare la responsabilità della morte della 22enne Mahsa alla Polizia per la Morale, sostenendo di credere alla versione della famiglia, secondo la quale la giovane sarebbe morta per le ferite riportate dopo essere stata picchiata per non avere indossato correttamente l''hijab'.
Da allora, l'ex attaccante, considerato una leggenda in Iran dove il calcio è lo sport nazionale, ha dedicato i suoi canali social a incoraggiare la rivolta. "Abbiamo imparato che queste sono bugie: i turchi in Azerbaigian non sono razzisti, i Rashtis (abitanti della provincia iraniana del Gilan, ndr) non mancano di onore, i curdi non sono un problema di sicurezza.... E' quasi come se queste fossero bugie siano state diffuse per dividerci". E poi ancora: "I loro figli se ne stanno andando. I nostri figli stanno morendo", ricordando cioè che i figli dei funzionari del regime stanno lasciando l'Iran e si stanno godendo la vita in Occidente; ma chi resta in Iran rischia la morte. "Sono solo un normale cittadino iraniano e non cerco alcun incarico o posizione per il mio attivismo. Cerco solo pace e prosperità per il mio popolo", ha aggiunto su Twitter.
Karimi, il cui account Instagram ha 11,6 milioni di 'followers', ha anche consigliato come utilizzare le VPN (reti private virtuali, ndr) per aggirare il blackout di Internet e condividere in sicurezza i propri filmati online; e invitato l'esercito tradizionale iraniano (Artesh) a schierarsi con il popolo per evitare lo "spargimento di sangue".
Karimi, che è anche noto per le sue numerose attività di beneficienza, durante una finale della Coppa del Mondo con la Corea del Sud nel 2010 indossò, insieme a diversi giocatori iraniani, una fascetta verde al braccio come dimostrazione di sostegno al leader dell'opposizione, Hossein Moussavi, che aveva accusato il governo iraniano di brogli elettorali nelle elezioni presidenziali del 2009. Intanto le dimostrazioni in strada non si fermano e sono continuate anche nella notte. (fonte: AGI)

Un'immagine tratta dal profilo Twitter di Ali Karimi

sabato 27 marzo 2021

La chiesa sulla montagna che rischia di cadere nel vuoto

L'articolo de "Il Gazzettino" sulla vicenda
Potrebbero essere centinaia le storie legate a un mondo come quello veneto, o 'triveneto' a seconda di come si voglia tutta quella fascia geografica dotata di forte personalità e senso di appartenenza, legata a doppio filo, spesso travagliato, a un passato imperiale asburgico.
Merita così un cenno la storia della chiesa di San Martino, a Valle di Cadore, in provincia di Belluno, località in cui riconosco semanticamente cognomi risalenti a tanti miei avi.
Citando il sito internet de "Il Dolomiti", "l'edificio si trova proprio su un terreno che, mese dopo mese, sta sempre più franando e a inizio febbraio un'ordinanza ha impedito l'accesso alla zona. La chiesa, quindi, al momento non è accessibile. La situazione va avanti da ormai qualche anno ma negli ultimi mesi la preoccupazione sembra notevolmente aumentata proprio a causa dell'aumento del movimento franoso. L'area è sotto controllo. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione in teleconferenza tra Regione Veneto, la Provincia di Belluno, la Sovrintendenza e la Curia. In questa riunione, ha spiegato l'assessore regionale Gianpaolo Bottacin, “sono stati definiti i prossimi passi” per salvaguardare la chiesa ma anche gli abitanti che si trovano a valle".
Un augurio e, per chi crede, una preghiera, perché vengano eseguiti i più corretti lavori per salvare un edificio bello e fondamentale per qualsiasi comunità, esempio di come la vita, e la fede, si possano aggrappare a tutto pur di sopravvivere.