Visualizzazione post con etichetta Afghanistan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Afghanistan. Mostra tutti i post

giovedì 14 luglio 2022

Soldati inglesi come killer, massacrarono civili afghani

La 'copertina' del programma sul sito della BBC
Unità delle forze speciali britanniche (SAS) attive in Afghanistan avrebbero ripetutamente ucciso detenuti e uomini disarmati in circostanze sospette: è quanto emerge da un'inchiesta della BBC.
Il tutto, trasmesso dal programma della televisione britannica "Panorama", in cui verrà dato spazio a testimonianze oculari di persone che sostengono di aver visto afghani disarmati uccisi a sangue freddo durante la guerra dai soldati britannici. Le Forze speciali, avrebbero già spiegato che si sarebbe trattato di pericolosi guerriglieri, comunque una minaccia; ma la BBC si chiede se in alcuni casi non ci si trovi di fronte a omicidi sommari. In particolare vengono esaminati episodi in cui le persone sarebbe state uccise dopo la resa.
In particolare, rapporti militari ottenuti di recente indicherebbero che una unità militare potrebbe aver ucciso illegalmente 54 persone nel corso di una spedizione di sei mesi fra il 2010 e il 2011.
Secondo la BBC, l'ex capo delle forze speciali, il generale Mark Carleton-Smith, sarebbe stato informato degli omicidi, ma non ha avrebbe trasmesso le prove alla Royal Military Police (RMP), anche dopo che la stessa aveva avviato un'indagine per omicidio.
La BBC ha analizzato una serie di resoconti operativi sull'attività delle SAS, fra cui i rapporti relativi a più di una decina di operazioni cosiddette 'uccidi o cattura' condotte da una unità nella provincia di Helmand.
In risposta, il ministero della Difesa ha dichiarato che le truppe britanniche "hanno servito con coraggio e professionalità in Afghanistan".
Il governo parla di atteggiamento "irresponsabile" e "scorretto" da parte della televisione, che sarebbe giunta a "conclusioni ingiustificate".

martedì 15 febbraio 2022

Crisi Ucraina, Toni Capuozzo: "Ma quale Russia, la vera minaccia sono i migranti afghani"

Toni Capuozzo ospite di Rete 4
Toni Capuozzo
, giornalista e reporter di guerra di fama, ospite di Nicola Porro a Rete 4 durante il programma "Quarta Repubblica", appoggia le tesi della portavoce del Cremlino, la russa Maria Zakharova, che esclude qualsiasi possibilità di attacco russo all'Ucraina, bollandola come invenzione americana e occidentale più in generale.
"E' un discorso che non fa una piega - dice Capuozzo - sono totalmente d'accordo. Chi di noi può ritenere ragionevolmente che Putin oggi costituisca una minaccia per l'Europa, chi di noi pensa che sia un vantaggio per l'Italia e per l'Europa che la NATO si spinga a ridosso dell'orso russo?".
Capuozzo espone poi quella che, secondo lui, sia la vera minaccia per il mondo occidentale: "Credo che le minacce che in questo momento l'Europa debba affrontare siano, pandemia a parte, quello che resta del terrorismo internazionale e la paura che possa essere resuscitato, e le minacce migratorie dall'Afghanistan. In questi giorni è stato calcolato che ci sono 500mila persone che sono uscite dai confini del Paese e che stanno cercando di raggiungere l'Europa".

lunedì 27 dicembre 2021

Islam e 72 chilometri, cade un altro velo: vietato viaggiare alle donne afghane

Islam, l'oppressione delle donne prosegue in Afghanistan
Ogni giorno che passa il volto del vero Islam appare nei suoi contorni più drammatici attraverso la dittatura religiosa imposta dai talebani dell'Afghanistan alle proprie donne. Passi indietro nel cammino verso l'emancipazione che Human Rights Watch attribuisce, sbagliando completamente bersaglio, ai talebani stessi e non alle storture della religione islamica, che non può altrimenti esprimersi se non attraverso la violenza, la sopraffazione e la conquista, fatta con le armi o con l'invasione premeditata di milioni di clandestini con mogli gravide al seguito.
L'ultima 'violenza' morale (cui fa spesso seguito quella fisica) imposta dai sedicenti studenti coranici vieta alle donne diviaggiare da sole oltre i 72 chilometri, aggiungendo che, durante il tragitto, dovranno essere accompagnate da un membro maschio della famiglia. Alla faccia delle 'colpe' intrinseche dell'uomo bianco occidentale, sulla cui fame di diritti si è costruita la moderna libertà femminile.
Pubblicata dal cosiddetto Ministero della Promozione della Virtù e dellaPrevenzione del Vizio, ricostituito a vent'anni di distanza dai mullah dopo la presa di Kabul a Ferragosto, la raccomandazione invita inoltre gli autisti a non accettare sui loro veicoli donne, a meno che queste non indossino il velo islamico.
Ma non basta: oltre a queste follie, recentemente lo stesso ministero ha 'invitato' le televisioni afghane a non trasmettere più "serie all'acqua di rose in cui le donne" recitino, ha imposto alle giornaliste di indossare "il velo islamico" e ha vietato di ascoltare musica in automobile, con verifiche accurate attraverso posti di blocco lungo le strade di Kabul.
Tutto questo a cento giorni dall'esclusione delle ragazze dal diritto all'istruzione a partire dalla scuola secondaria in gran parte del Paese.
E mentre HRW condanna quello che definisce il 'vero volto dei talebani', mi permetto di aggiungere come questo sia 'il vero volto dell'Islam'.

lunedì 22 novembre 2021

I talebani impongono alle giornaliste l'hijab in televisione

Ma chi è? Darth Vader o un esempio di virtù islamica?
Ennesima decisione 'illuminata', si fa per dire, da parte dei religiosi islamici talebani in Afghanistan.
La nuova "linea guida religiosa" per i media ha infatti invitato i canali della televisione di Kabul a smettere di mandare in onda spettacoli e 'soap opera' con attrici e le giornaliste ad indossare l'hijab (l'abito che, secondo l'Unione europea, sarebbe sinonimo di 'scelta libera') mentre presentano i loro servizi.
Le nuove direttive ai media sono state emesse dal 'ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio'.
Alle televisioni è stato chiesto inoltre di non mandare in onda film o programmi in cui venga mostrato il profeta Maometto o altre figure 'venerate'. "Queste non sono regole, ma una linea guida religiosa", ha detto il portavoce del ministero, Hakif Mohajir. (fonte: ANSA-AFP)
Leggi anche: Islam, rettore talebano vieta profumi, tacchi e vestiti colorati

giovedì 28 ottobre 2021

Fausto Biloslavo racconta l'odissea di Zhara, soldato Jane dell'Afghanistan

La foto tratta dal sito de "Il Giornale"
E' un caso speciale e mirabile, quello di Zhara Gol Popal, soldatessa afghana che, a casa sua, armata, fiera e indomita, ha deciso di combattere l'estremismo islamico, collaborando con i militari italiani.
Ricercata in tutto il paese è diventata, senza volerlo, il simbolo delle donne che non si piegano ai talebani.
La sua storia è stata racconta da Fausto Biloslavo e Matteo Carnieletto, ottimi giornalisti de "Il Giornale", fra i pochi che possano vantarsi di poter esibire una tessara dell'Ordine. Sono loro a definirla "il soldato Jane dell'Afghanistan" e a raccontare, in un drammatico articolo che lin'k'o (terribile termine) in calce a questo post, l'odissea della donna e della sua famiglia.
Zhara era, fra l'altro, la 'responsabile per la parità di genere di Herat' che già, scritto così, in un Paese islamico, fa venire drammaticamente da ridere. E' lei a contattare il quotidiano milanese, a parlare della sua condizione di pericolo, del suo nascondersi, della necessità di fuggire dal suo Paese, lei e la sua famiglia, mentre gli estremisti islamici le bruciano la casa.
Biloslavo racconta dell'inerzia di un Governo italiano che, al solito, si riempie la bocca di demagogia, senza realmente intervenire, per incapacità e per impotenza manifesta.
Tanto succede e tanto vengono mosse le persone giuste che, alla fine, Zhara arriva in Italia, a Verona. Scrivono i due giornalisti: "La città di Verona non può che essere orgogliosa di accogliere questa donna, che ha collaborato con il nostro Esercito mettendo in pericolo la sua vita. Zhara è commossa: 'Vi ringrazio di cuore. Siamo felici. Eravamo in pericolo e ci avete salvato'".
La conclusione però, è meno felice. Si legge nel testo dell'articolo: "Un caso pilota, che va replicato perché la nostra Schindler list è ancora lunga. Sette famiglie di ex interpreti dei soldati italiani rimasti indietro oltre a B., una vedova per mano dei talebani che le hanno rapito e ucciso il marito e una giovane giornalista ad Herat che vive nel terrore. Un’altra ragazza, N. che ha creduto nei valori dell'Occidente, ora è costretta a vivere sotto il giogo dei talebani e ci scrive un pensiero terribile: "Penso alle ragazze che sono rimaste uccise durante un attentato all’Università di Kabul, in classe con i loro libri aperti e le loro penne. E le invidio".

lunedì 4 ottobre 2021

L'ambasciatrice afghana negli Stati Uniti: "Ho perso la fiducia in Biden"

Adela Raz durante l'intervista
Il fallimento del presidente americano Joe Biden e della sua politica estera, si fa per dire, è tutto nelle parole dell'ambasciatore dell'Afghanistan negli Stati Uniti, Adela Raz, che in una intervista ha detto di avere "perso il suo Paese e la sua fiducia nel governo americano".
Lo ha confessato al programma tv "Axios on HBO" nella prima intervista da quando Kabul è tornata nelle mani dei talebani.
Rispondendo alla domanda del giornalista, la Raz ha detto di non pensare che al presidente democratico Biden "interessi il destino delle donne e delle ragazze afghane".
L'ambasciatore ha inoltre rivelato nuovi dettagli riguardo la fuga del presidente Ashraf Ghani, sostenendo che fosse studiato da tempo. In un passaggio drammatico dell'intervista, interrotto dalla commozione, la Raz ha detto di sentirsi "in colpa per avere incoraggiato le donne afghane a credere in un nuovo futuro. E' per questo - ha aggiunto - che le avevo incoraggiate a restare in Afghanistan. Una di loro, una giovane, è stata assassinata. Era un'attivista dei diritti umani".
L'ambasciatore ha dichiarato di non riconoscere i talebani e di non essere disposta a lasciare il posto, per cui si considera ancora la rappresentante ufficiale del suo Paese. Ma Biden, ha aggiunto, ha rifiutato di incontrarla. La Raz ha poi criticato il rifiuto del presidente americano di negoziare l'accordo che Donald Trump aveva raggiunto con i talebani, un accordo che "non prevedeva protezioni per le donne afghane una volta ritirati gli americani".
In una seconda intervista, sempre con Axios, ma telefonica, l'ambasciatore ha detto di "credere pienamente nel popolo americano e di essere profondamente grata per i sacrifici che i militari americani e i civili hanno fatto negli ultimi vent'anni", nel suo Paese, ma ha anche detto di "sentirsi devastata" dall'idea che quei risultati ottenuti non siano stati protetti. (fonte: AGI)

giovedì 30 settembre 2021

Islam, rettore talebano vieta profumi, tacchi e vestiti colorati

Il rettore Mohammad Ashraf Ghairat (foto Twitter)
Il vero volto dell'Islam, per chi ancora in Occidente non voglia aprire gli occhi, è lì da vedere nel 'nuovo mondo' dei talebani nell'Afghanistan 'normalizzato' in chiave musulmana. Basti leggere (fonte ANSA) quanto twittato dal nuovo rettore dell'università di Kabul, Mohammad Ashraf Ghairat, appena nominato dai talebani, così 'moderno' da essere in grado di utilizzare per i propri fini un mezzo 'social', così legato alla propria infausta religione da esprimere concetti deliranti: quando all'università di Kabul verrà garantito un "ambiente islamico" e alle donne verrà permesso di tornare a frequentarla, saranno "obbligate a indossare un vero 'hijab' islamico" (il velo) e sarà loro vietato di "utilizzare profumi, indossare vestiti vivacemente colorati e tacchi alti".
Il neo rettore islamico afghano prosegue: "Le cose menzionate eccitano sessualmente i maschi, causano corruzione morale e aprono la strada a relazioni 'haram' (illegali). Non faremo compromessi sui nostri valori islamici".
E' fatta di questa pasta la gente che viene 'accolta' in Europa, modificandone irrimediabilmente valori, costumi e base etnica.

giovedì 26 agosto 2021

La profezia di Putin: anche talebani tra i rifugiati afghani

Il presidente russo Vladimir Putin (foto profilo Twitter)
Il presidente russo VladimirPutin ha invitato a impedire l'arrivo dall'Afghanistan di "combattenti mascherati da rifugiati".
"I nostri partner occidentali chiedono con insistenza di accogliere i rifugiati nei Paesi dell'Asia centrale finché non otterranno un visto per gli Stati Uniti o per altri Paesi", ha detto Putin in una riunione con i responsabili del suo partito Russia Unita. "Ma chi può esserci tra questi rifugiati, come facciamo a saperlo?", si è chiesto, ricordando che "centinaia di migliaia, perfino milioni" di persone potrebbero voler fuggire dal territorio afghano. A quel punto dei "combattenti mascherati da rifugiati" potrebbero raggiungere la Russia dalle ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale che confinano con l'Afghanistan. (fonte: ANSA-AFP)

giovedì 19 agosto 2021

Profughi afghani: Beppe Sala spieghi il suo concetto di 'decine'

Parte del post pubblicato dal sindaco Sala su Facebook
E' inquietante e inquieto il futuro di Milano che, giustamente, dovrà caricarsi di un numero definito e adeguato di fuggitivi dall'Afghanistan.
Le prime dichiarazioni del sindaco, Beppe Sala, non fanno però ben sperare, anche alla luce di come è stato trattato finora, male, il fenomeno di tutti gli altri migranti che hanno invaso la metropoli lombarda, quasi sempre senza averne diritto, creando sacche di malessere non solo nella periferia cittadina, ma anche nella sua parte centrale, come nel caso della Stazione, ormai classico ritrovo delle più disparate etnie, spesso dedite ad attività criminose di ogni genere.
"Il Comune e la Prefettura di Milano, a cui il coordinamento nazionale per l'emergenza assegnerà una quota di nuclei familiari provenienti dall'Afghanistan (ai quali potrà essere riconosciuto lo status di rifugiati), hanno avviato la loro collaborazione. Nei prossimi giorni raggiungeranno la nostra città alcune decine di cittadini afghani (con le proprie famiglie) che hanno collaborato con le Forze Armate, con l'Ambasciata italiana e con l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo in Afghanistan". Parole scritte sul proprio profilo Facebook dal sindaco milanese.
Se Sala ribadisce addirittura l'orgoglioso di portare sotto al Duomo nuovi rifugiati, non spiega però cosa significhi il termine 'decine' riferendosi al numero degli afghani che Milano si farà carico di ospitare. Senza poi specificare come verranno controllati, come si potrà avere la certezza che questi 'profughi' siano tali e non, magari, come già successo, talebani mascherati. Chi entrerà nella nostra città sarà (poco) controllato così como lo sono stati gli altri extracomunitari che la infestano? Se così fosse, ci sarebbe poco da stare allegri.
Inoltre il delta che può abbracciare il termine 'decine' può essere ampio e variare da venti, un numero probabilmente facile da gestire, a duecento, o forse anche duemila, è in questo ci si troverebbe di fronte all'ennesimo ammasso di persone senza né arte né parte, ghettizzate, in chissà quali spazi, nell'impossibilità di trovare una propria dimensione in una realtà sociale che, inevitabilmente, finirebbe per respingerli.

martedì 17 agosto 2021

Toni Capuozzo: "In Afghanistan Biden ha fatto una figura vergognosa"

Toni Capuozzo (foto Bordignon(
Toni Capuozzo, ospite su Rete4 del programma "Controcorrente", condotto da Veronica Gentili, ha fatto un'analisi spietata del crollo dell'Afghanistan di fronte ai talebani. "Dobbiamo ricordare che il precedente regime dei talebani era riconosciuto da soli tre Paesi al mondo: Arabia Saudita, Emirati Arabi e Pakistan, eppure fece i disastri che sappiamo, dall'abbattimento dei Buddha al trampolino dell'11 settembre", ha detto Capuozzo, che poi ha aggiunto: "Forse il nuovo regime sarà più accorto e avrà degli interlocutori interessati a ristabilire la stabilità del Paese, come Cina, Russia e Iran".
Quindi un confronto tra l'attuale disastro americano in Afghanistan e quello della guerra nel Vietnam: "Nelle ore scorse abbiamo visto il paragone con la fuga da Saigon con l'elicottero sul tetto dell'ambasciata americana. Questa fuga è molto peggio, con una conseguenza: allora l'America perse una guerra sbagliata, oggi l'America, la NATO e l'Occidente hanno perso il tentativo di portare la pace. Biden ha fatto una figura vergognosa. E' il fallimento dell'Occidente anche di fronte ai popoli del mondo. Chi crederà più a certe promesse?. Nel caso dei curdi, forse, non fanno notizia, si tratta di un popolo piccolo, ma queste immagini hanno fatto il giro del mondo, è una sconfitta fragorosa che rivela anche le debolezze dell'Europa, che rischia di diventare una grande ONG".

lunedì 16 agosto 2021

L'ultimo insulto della Cina: "Rispettiamo la scelta del popolo afghano"

La 'libera scelta' del popolo afghano: una fuga disperata
Appaiono senza vergogna le prime dichiarazioni della Cina dopo le prime immagini della fuga disperata di decine di migliaia di persone dall'Afghanistan, con Kabul invasa dai talebani, mentre gli americani hanno preferito levare le tende in fretta e furia a seguito dell'a precipitosa decisione di Joe Biden.
Secondo Pechino, infatti, la situazione in Afghanistan "ha subito grandi cambiamenti e - si sottolinea in una nota - rispettiamo desideri e scelte del popolo afghano". La guerra, ribadisce la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, "dura da oltre 40 anni: fermarla e raggiungere la pace non è solo la voce unanime degli oltre 30 milioni di afghani, ma anche l'aspettativa comune di comunità internazionale e Paesi regionali".
Pechino nota che ieri (domenica 15 agosto, ndr) i talebani "hanno affermato che la guerra è finita e che negozieranno un governo islamico aperto e inclusivo, oltre a intraprendere azioni responsabili per garantire la sicurezza di cittadini afghani e missioni straniere".
Ecco, arrivare a parlare di 'governo inclusivo' (termine che oggi va molto di moda e che piace sciorinare molto al 'bel mondo' della Sinistra) a fianco della parola 'talebani' fa capire con quali 'mostri' dell'informazione si abbia quotidianamente a che fare.

Kabul: bandiera americana ammainata, diplomatici in fuga, Biden in vacanza

La home page di Fox News
Una nota scritta. Solo quella. Al momento, né il presidente Joe Biden, né la sua vice, Kamala Harris, si sono presentati davanti ai giornalisti e alle telecamere per parlare agli americani, attoniti dopo che la bandiera dei talebani veniva innalzata sul palazzo presidenziale di Kabul mentre, quasi contemporaneamente, la Stars and Stripes veniva ammainata dall'ambasciata americana.
Scene di un disastro annunciato, uno dei più clamorosi autogol che la storia della politica americana ricordi. Un passaggio indietro a porta vuota, per proseguire nel parallelo calcistico.
Una volta di più Biden si traveste da Sleepy Joe, scomparendo nel nulla, lui di fronte agli americani e gli americani di fronte ai talebani, che conquistano la capitale dell'Afghanistan senza colpo ferire e quasi riuscendo a passare per i 'buoni' di turno, riempiendosi la bocca di promesse untuose, mentre alle spalle cominciano le liste di proscrizione delle prossime esecuzioni e degli imminenti stupri.
Una battuta ANSA cita: "'La bandiera degli Stati Uniti è stata rimossa dal complesso delle ambasciate statunitensi ed è stata portata in salvo con il personale dell'ambasciata', ha indicato il portavoce del Dipartimento di Stato.
Di Biden si hanno addirittura notizie che sia in vacanza a Camp David, proprio mentre Kabul viene presa dalla furia omicida islamista. Una 'gola profonda' della Casa Bianca assicura che il presidente parlerà alla nazione 'nei prossimi giorni'. Meglio tardi che mai. Intanto, dall'Arkansas il senatore Tom Cotton, incredulo, si chiede: perché si nasconde? E molti altri senatori, guidati dall'ex presidente Donald Trump, chiedono le dimissioni di Biden.

domenica 15 agosto 2021

Kabul, Trump accusa Biden: "Debolezza e incompetenza"

La prima pagina del "New York Post"
Donald Trump
ha accusato il presidente Joe Biden di non aver "seguito il piano" definito dalla precedente amministrazione per il ritiro dall'Afghanistan, e ha indicato quanto accade in queste ore a Kabul un "completo fallimento a causa della debolezza, incompetenza e totale mancanza di coerenza strategica".
"Si è arreso all'Afghanistan - ha scritto l'ex presidente in una nota - piuttosto che seguire il piano che la nostra amministrazione gli aveva lasciato, un piano che avrebbe protetto la nostra gente e le nostre proprietà, e assicurato che i talebani non si sarebbero mai sognati di prendere la nostra ambasciata o fare da base a nuovi attacchi all'America".
"Dopo che avevo sconfitto l'Isis - ha aggiunto Trump - avevo creato un deterrente credibile. Quel deterrente è andato. I talebani non hanno più paura o rispetto per l'America, o del potere dell'America. Che disgrazia sarà quando i talebani alzeranno la loro bandiera sopra l'ambasciata americana a Kabul". (fonte: AGI)

L'home page di Fox News attacca duramente Joe Biden

sabato 14 agosto 2021

I talebani ringraziano Biden e ingoiano l'Afghanistan

Una pagina interna del New York Post di questo 14 agosto
Ci voleva la risalita di un democratico alla Casa Bianca per regalare ai talebani l'Afghanistan. La decisione del ritiro delle truppe americane dal Paese ha dato il 'là' all'avanzata inarrestabile degli estremisti islamici, ormai arrivati a ridosso della Capitale.
Mentre Donald Trump ha gioco facile nell'attaccare il suo vecchio e indeciso successore, Joe Biden cerca di aggrapparsi ai vetri del ripensamento, sebbene ormai il ritiro degli americani (e di tutti gli altri occidentali) dal Paese si sia trasformato da semplice ritirata in rotta totale.
Non vale la pena di entrare nella cronaca di un disastro annunciato e che negli Stati Uniti si reitera, sotto altre latitudini, ogni volta che un democratico faccia capolino alla presidenza. Piuttosto, sarà invece certo l'arrivo di nuove migliaia (ma forse rischiano di essere milioni) di altri disadattati islamici in Europa, questa volta pure scusati dalla guerra nazionale. Solo che, oltre agli afghani (per intenderci, connazionali di quella famiglia che, in Germania, ha squartato una ragazza bollando il gesto come delitto d'onore), si uniranno in questa conquista extracomunitari e musulmani d'ogni dove, ovviamente dopo avere gettato passaporti e documenti prima del confine di turno, in modo da poter raccontare la straziante storiella di turno.
Incapace di frenare l'orda dell'invasione, l'Europa occidentale (perché ci si augura che almeno Visegrad non chini la testa) si appresta a diventare per l'ennesima volta la vera vittima dell'ignoranza americana, in particolare di quella democratica cui, solo fino a pochi mesi fa, il bel mondo 'open minded' si inchinava spellandosi le mani per avere cacciato dallo scranno del comando il 'dittatore' Trump. Con questi risultati.

Stralci di articolo, titoli e commenti tratti da
Il Corriere della Sera, Il Giornale, La Verità e Il Manifesto del 14 agosto



sabato 17 luglio 2021

Pakistan, figlia dell'ambasciatore afghano rapita e torturata

Nella foto, l'influencer afghana Ayeda Shadab
Il governo dell'Afghanistan ha riferito che la figlia dell'ambasciatore afghano in Pakistan venerdì è stata "rapita per diverse ore e gravemente torturata da individui sconosciuti" a Islamabad.
Secondo una dichiarazione ufficiale, Silsila Alikhil, la figlia dell'ambasciatore Najibullah Alikhil, è stata rapita mentre tornava a casa. "Dopo essere stata rilasciata dalla prigionia dei rapitori, Alikhil è sotto cure mediche in ospedale", riferisce una nota del ministero degli Esteri afghano. Il governo dell'Afghanistan ha anche sollecitato Islamabad a portare avanti indagini e a proteggere i diplomatici afghani.
Da parte sua, il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato che Alikhil è stata aggredita mentre "guidava un veicolo a noleggio a Islamabad". A seguito dell'incidente, la sicurezza dell'ambasciatore e della sua famiglia è stata rafforzata, le forze dell'ordine stanno cercando di rintracciare e arrestare i colpevoli per assicurarli alla giustizia.
Il ministro federale pakistano, Sheikh Rashid Ahmad, ha affermato che saranno utilizzate tutte le risorse per arrestare le persone coinvolte "nel rapimento della figlia dell'ambasciatore afghano" e ha aggiunto che la polizia di Islamabad è in costante contatto con la ragazza e la famiglia del diplomatico. (fonte: ANSA)