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lunedì 22 novembre 2021

I talebani impongono alle giornaliste l'hijab in televisione

Ma chi è? Darth Vader o un esempio di virtù islamica?
Ennesima decisione 'illuminata', si fa per dire, da parte dei religiosi islamici talebani in Afghanistan.
La nuova "linea guida religiosa" per i media ha infatti invitato i canali della televisione di Kabul a smettere di mandare in onda spettacoli e 'soap opera' con attrici e le giornaliste ad indossare l'hijab (l'abito che, secondo l'Unione europea, sarebbe sinonimo di 'scelta libera') mentre presentano i loro servizi.
Le nuove direttive ai media sono state emesse dal 'ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio'.
Alle televisioni è stato chiesto inoltre di non mandare in onda film o programmi in cui venga mostrato il profeta Maometto o altre figure 'venerate'. "Queste non sono regole, ma una linea guida religiosa", ha detto il portavoce del ministero, Hakif Mohajir. (fonte: ANSA-AFP)
Leggi anche: Islam, rettore talebano vieta profumi, tacchi e vestiti colorati

giovedì 28 ottobre 2021

Fausto Biloslavo racconta l'odissea di Zhara, soldato Jane dell'Afghanistan

La foto tratta dal sito de "Il Giornale"
E' un caso speciale e mirabile, quello di Zhara Gol Popal, soldatessa afghana che, a casa sua, armata, fiera e indomita, ha deciso di combattere l'estremismo islamico, collaborando con i militari italiani.
Ricercata in tutto il paese è diventata, senza volerlo, il simbolo delle donne che non si piegano ai talebani.
La sua storia è stata racconta da Fausto Biloslavo e Matteo Carnieletto, ottimi giornalisti de "Il Giornale", fra i pochi che possano vantarsi di poter esibire una tessara dell'Ordine. Sono loro a definirla "il soldato Jane dell'Afghanistan" e a raccontare, in un drammatico articolo che lin'k'o (terribile termine) in calce a questo post, l'odissea della donna e della sua famiglia.
Zhara era, fra l'altro, la 'responsabile per la parità di genere di Herat' che già, scritto così, in un Paese islamico, fa venire drammaticamente da ridere. E' lei a contattare il quotidiano milanese, a parlare della sua condizione di pericolo, del suo nascondersi, della necessità di fuggire dal suo Paese, lei e la sua famiglia, mentre gli estremisti islamici le bruciano la casa.
Biloslavo racconta dell'inerzia di un Governo italiano che, al solito, si riempie la bocca di demagogia, senza realmente intervenire, per incapacità e per impotenza manifesta.
Tanto succede e tanto vengono mosse le persone giuste che, alla fine, Zhara arriva in Italia, a Verona. Scrivono i due giornalisti: "La città di Verona non può che essere orgogliosa di accogliere questa donna, che ha collaborato con il nostro Esercito mettendo in pericolo la sua vita. Zhara è commossa: 'Vi ringrazio di cuore. Siamo felici. Eravamo in pericolo e ci avete salvato'".
La conclusione però, è meno felice. Si legge nel testo dell'articolo: "Un caso pilota, che va replicato perché la nostra Schindler list è ancora lunga. Sette famiglie di ex interpreti dei soldati italiani rimasti indietro oltre a B., una vedova per mano dei talebani che le hanno rapito e ucciso il marito e una giovane giornalista ad Herat che vive nel terrore. Un’altra ragazza, N. che ha creduto nei valori dell'Occidente, ora è costretta a vivere sotto il giogo dei talebani e ci scrive un pensiero terribile: "Penso alle ragazze che sono rimaste uccise durante un attentato all’Università di Kabul, in classe con i loro libri aperti e le loro penne. E le invidio".

giovedì 30 settembre 2021

Islam, rettore talebano vieta profumi, tacchi e vestiti colorati

Il rettore Mohammad Ashraf Ghairat (foto Twitter)
Il vero volto dell'Islam, per chi ancora in Occidente non voglia aprire gli occhi, è lì da vedere nel 'nuovo mondo' dei talebani nell'Afghanistan 'normalizzato' in chiave musulmana. Basti leggere (fonte ANSA) quanto twittato dal nuovo rettore dell'università di Kabul, Mohammad Ashraf Ghairat, appena nominato dai talebani, così 'moderno' da essere in grado di utilizzare per i propri fini un mezzo 'social', così legato alla propria infausta religione da esprimere concetti deliranti: quando all'università di Kabul verrà garantito un "ambiente islamico" e alle donne verrà permesso di tornare a frequentarla, saranno "obbligate a indossare un vero 'hijab' islamico" (il velo) e sarà loro vietato di "utilizzare profumi, indossare vestiti vivacemente colorati e tacchi alti".
Il neo rettore islamico afghano prosegue: "Le cose menzionate eccitano sessualmente i maschi, causano corruzione morale e aprono la strada a relazioni 'haram' (illegali). Non faremo compromessi sui nostri valori islamici".
E' fatta di questa pasta la gente che viene 'accolta' in Europa, modificandone irrimediabilmente valori, costumi e base etnica.

giovedì 26 agosto 2021

La profezia di Putin: anche talebani tra i rifugiati afghani

Il presidente russo Vladimir Putin (foto profilo Twitter)
Il presidente russo VladimirPutin ha invitato a impedire l'arrivo dall'Afghanistan di "combattenti mascherati da rifugiati".
"I nostri partner occidentali chiedono con insistenza di accogliere i rifugiati nei Paesi dell'Asia centrale finché non otterranno un visto per gli Stati Uniti o per altri Paesi", ha detto Putin in una riunione con i responsabili del suo partito Russia Unita. "Ma chi può esserci tra questi rifugiati, come facciamo a saperlo?", si è chiesto, ricordando che "centinaia di migliaia, perfino milioni" di persone potrebbero voler fuggire dal territorio afghano. A quel punto dei "combattenti mascherati da rifugiati" potrebbero raggiungere la Russia dalle ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale che confinano con l'Afghanistan. (fonte: ANSA-AFP)

mercoledì 18 agosto 2021

Covid nato per caso, cocktail di vaccini, BLM e dialogo con i talebani, la 'devoluzione' dell'uomo è completa

Booji Boy, il ragazzo 'idiota' protagonista dei video dei Devo
Il QI dell'umanità dev'essere paurosamente sceso in questi ultimi anni, e un extraterrestre sceso sulla Terra a distanza di mezzo secolo forse penserebbe di avere a che fare con una specie umana diversa, o addirittura con un animale incrociato con qualche bipede minore.
Quali storture devono essersi messe in moto nel cervello umano per convincerlo ad accettare l'inaccettabile?
Come può un'intera umanità essersi 'bevuta' la storiella, costruita a uso e consumo della Cina, che il Covid-19 sia 'casualmente' arrivato attraverso un orsetto della giungla dell'entroterra di Wuhan, quando in quella medesima area prospera un laboratorio chimico militare che opera sugli stessi virus?
Come può un'umanità che si dica tale avere subito impotente il tragico balletto dei vaccini e delle 'bufale' correlate al comportamento anti-Covid, dalle mascherine prima inutili e poi obbligatorie pena l'arresto, fino al leggendario 'cocktail dei vaccini', prima sbandierato come migliore soluzione per debellare l'infezione e poi resettato sotto al tappeto del silenzio per evitare guai peggiori?
Come può una consistente parte di mondo essersi indignata per la morte di un criminale di colore, ucciso sì in maniera violenta da un poliziotto americano, ma certamente non di più di migliaia di altri criminali di tutto il mondo, per cui, peraltro, la morte dovrebbe essere un 'rischio calcolato' del mestiere? Una morte da cui poi nascerà tutta la litania mediatica del Black Lives Matter...
Arriviamo allo zuccherino finale, quel dialogo auspicato con i talebani da parte dell'Occidente, una frase che già di per sé rappresenta un ossimoro, perché non è possibile 'dialogare' con gente che decapita i propri nemici, che lapida le donne in strada e che crede di essere attesa da decine di vergini in cielo se riuscirà a immolarsi nel nome del proprio dio.
Ecco. Pare così arrivare a conclusione, o comunque a un buon punto, quella 'devoluzione' di cui parlavano i Devo sul finire degli anni '70, in brani tanto acuti quanto graffianti, musica elettronica alterata da quella fine percezione che solo il movimento post-punk di quel periodo seppe cogliere. "Jocko Homo" e "Mongoloid" sono due canzoni che rappresentano appieno il traumatico momento vissuto da un'umanità ormai 'schiava' di un'informazione distorta e guidata dai grandi 'social' del momento. Non molto di cui vantarsi, semmai un passo ulteriore verso il baratro di una 'de-intelligenza' sempre più palpabile e sempre meno rilevata da una plebe di 'utili idioti'.

Lily Cole, l'ultima idiozia della modella dell''inclusione'

Lily Cole sul sito del "The Guardian"
Lei si chiama Lily Cole, modella e attrice, riesce meglio nella prima attività che nella seconda, sebbene a mio avviso sia abbastanza 'cessa', viso slavato, capelli rossicci e lentiggini, quella faccia un po' anonima e inespressiva che tanto piace all'inespressiva umanità d'oggidì e ai 'fashion designer' che pur di apparire 'open minded' fanno sfilare sui propri 'catwalk' anche donne barbute, grasse e deformi.
Il 'personaggino' di turno si è inventata un''ideona' (secondo lei), che l'ha lanciata sì sui giornali di tutto il mondo, ma per ricevere pernacchie invece degli applausi che imbellamente si aspettava. D'altra parte, il cervello di molti bipedi odierni è quello che è, difficile fargliene una colpa.
La notizia viene battuta dall'ANSA (diamo a Cesare quel che è di Cesare). La 'bella', si fa per dire, Lily, che ovviamente non può evitare di essere anche 'attivista' di varie cause classiche del 'bel mondo' patinato, ha postato una foto sul proprio profilo Instagram in cui non aveva trovato di meglio da fare, per attirare l'attenzione, che posare coperta da un velo islamico proprio nelle ore in cui la riconquista di Kabul da parte dei talebani riaccendeva gli allarmi sui diritti negati alle donne in Afghanistan.
La foto era il classico appello da 'buonista in Rolex' ad "abbracciare le differenze" (parole sue).
Ovvie e immediate le scuse, con la toppa che, come spesso capita, è stata peggiore del buco:la Cole, infatti, dopo avere cancellato la foto incriminata, si è giustificata ammettendo di avere sbagliato "la tempistica" soltanto per non aver "letto le ultime notizie".
Ignorante due volte. Nel non conoscere le ultime notizie, ma anche nel non capire quanto il burqa sia il simbolo dell'oppressione esercitata in tutto il mondo da una religione funesta.

martedì 17 agosto 2021

Toni Capuozzo: "In Afghanistan Biden ha fatto una figura vergognosa"

Toni Capuozzo (foto Bordignon(
Toni Capuozzo, ospite su Rete4 del programma "Controcorrente", condotto da Veronica Gentili, ha fatto un'analisi spietata del crollo dell'Afghanistan di fronte ai talebani. "Dobbiamo ricordare che il precedente regime dei talebani era riconosciuto da soli tre Paesi al mondo: Arabia Saudita, Emirati Arabi e Pakistan, eppure fece i disastri che sappiamo, dall'abbattimento dei Buddha al trampolino dell'11 settembre", ha detto Capuozzo, che poi ha aggiunto: "Forse il nuovo regime sarà più accorto e avrà degli interlocutori interessati a ristabilire la stabilità del Paese, come Cina, Russia e Iran".
Quindi un confronto tra l'attuale disastro americano in Afghanistan e quello della guerra nel Vietnam: "Nelle ore scorse abbiamo visto il paragone con la fuga da Saigon con l'elicottero sul tetto dell'ambasciata americana. Questa fuga è molto peggio, con una conseguenza: allora l'America perse una guerra sbagliata, oggi l'America, la NATO e l'Occidente hanno perso il tentativo di portare la pace. Biden ha fatto una figura vergognosa. E' il fallimento dell'Occidente anche di fronte ai popoli del mondo. Chi crederà più a certe promesse?. Nel caso dei curdi, forse, non fanno notizia, si tratta di un popolo piccolo, ma queste immagini hanno fatto il giro del mondo, è una sconfitta fragorosa che rivela anche le debolezze dell'Europa, che rischia di diventare una grande ONG".

lunedì 16 agosto 2021

L'ultimo insulto della Cina: "Rispettiamo la scelta del popolo afghano"

La 'libera scelta' del popolo afghano: una fuga disperata
Appaiono senza vergogna le prime dichiarazioni della Cina dopo le prime immagini della fuga disperata di decine di migliaia di persone dall'Afghanistan, con Kabul invasa dai talebani, mentre gli americani hanno preferito levare le tende in fretta e furia a seguito dell'a precipitosa decisione di Joe Biden.
Secondo Pechino, infatti, la situazione in Afghanistan "ha subito grandi cambiamenti e - si sottolinea in una nota - rispettiamo desideri e scelte del popolo afghano". La guerra, ribadisce la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, "dura da oltre 40 anni: fermarla e raggiungere la pace non è solo la voce unanime degli oltre 30 milioni di afghani, ma anche l'aspettativa comune di comunità internazionale e Paesi regionali".
Pechino nota che ieri (domenica 15 agosto, ndr) i talebani "hanno affermato che la guerra è finita e che negozieranno un governo islamico aperto e inclusivo, oltre a intraprendere azioni responsabili per garantire la sicurezza di cittadini afghani e missioni straniere".
Ecco, arrivare a parlare di 'governo inclusivo' (termine che oggi va molto di moda e che piace sciorinare molto al 'bel mondo' della Sinistra) a fianco della parola 'talebani' fa capire con quali 'mostri' dell'informazione si abbia quotidianamente a che fare.

domenica 15 agosto 2021

Kabul, Trump accusa Biden: "Debolezza e incompetenza"

La prima pagina del "New York Post"
Donald Trump
ha accusato il presidente Joe Biden di non aver "seguito il piano" definito dalla precedente amministrazione per il ritiro dall'Afghanistan, e ha indicato quanto accade in queste ore a Kabul un "completo fallimento a causa della debolezza, incompetenza e totale mancanza di coerenza strategica".
"Si è arreso all'Afghanistan - ha scritto l'ex presidente in una nota - piuttosto che seguire il piano che la nostra amministrazione gli aveva lasciato, un piano che avrebbe protetto la nostra gente e le nostre proprietà, e assicurato che i talebani non si sarebbero mai sognati di prendere la nostra ambasciata o fare da base a nuovi attacchi all'America".
"Dopo che avevo sconfitto l'Isis - ha aggiunto Trump - avevo creato un deterrente credibile. Quel deterrente è andato. I talebani non hanno più paura o rispetto per l'America, o del potere dell'America. Che disgrazia sarà quando i talebani alzeranno la loro bandiera sopra l'ambasciata americana a Kabul". (fonte: AGI)

L'home page di Fox News attacca duramente Joe Biden

sabato 14 agosto 2021

I talebani ringraziano Biden e ingoiano l'Afghanistan

Una pagina interna del New York Post di questo 14 agosto
Ci voleva la risalita di un democratico alla Casa Bianca per regalare ai talebani l'Afghanistan. La decisione del ritiro delle truppe americane dal Paese ha dato il 'là' all'avanzata inarrestabile degli estremisti islamici, ormai arrivati a ridosso della Capitale.
Mentre Donald Trump ha gioco facile nell'attaccare il suo vecchio e indeciso successore, Joe Biden cerca di aggrapparsi ai vetri del ripensamento, sebbene ormai il ritiro degli americani (e di tutti gli altri occidentali) dal Paese si sia trasformato da semplice ritirata in rotta totale.
Non vale la pena di entrare nella cronaca di un disastro annunciato e che negli Stati Uniti si reitera, sotto altre latitudini, ogni volta che un democratico faccia capolino alla presidenza. Piuttosto, sarà invece certo l'arrivo di nuove migliaia (ma forse rischiano di essere milioni) di altri disadattati islamici in Europa, questa volta pure scusati dalla guerra nazionale. Solo che, oltre agli afghani (per intenderci, connazionali di quella famiglia che, in Germania, ha squartato una ragazza bollando il gesto come delitto d'onore), si uniranno in questa conquista extracomunitari e musulmani d'ogni dove, ovviamente dopo avere gettato passaporti e documenti prima del confine di turno, in modo da poter raccontare la straziante storiella di turno.
Incapace di frenare l'orda dell'invasione, l'Europa occidentale (perché ci si augura che almeno Visegrad non chini la testa) si appresta a diventare per l'ennesima volta la vera vittima dell'ignoranza americana, in particolare di quella democratica cui, solo fino a pochi mesi fa, il bel mondo 'open minded' si inchinava spellandosi le mani per avere cacciato dallo scranno del comando il 'dittatore' Trump. Con questi risultati.

Stralci di articolo, titoli e commenti tratti da
Il Corriere della Sera, Il Giornale, La Verità e Il Manifesto del 14 agosto



venerdì 18 settembre 2009

Status di Facebook... per non dimenticare...

1) Mercoledì 16/9, 1.16pm
Max Bordignon osserva nuovamente che, mentre Silvio costruisce e consegna le case ai terremotati, la 'sinistra' ha trovato la sua nuova 'bandiera': dopo Noemi, dopo la D'Addario, è la volta della 'telenovela' della Finocchiaro... Vieni avanti 'creativo'...

2) Giovedì 17/9, 12.32pm
Max Bordignon è accanto ai nostri militari e al dolore delle famiglie... l'unica cosa che possiamo fare qui è non dare tregua agli islamici che vogliono colonizzare la nostra terra... e contro la 'sinistra' che li vuole accogliere a braccia aperte per trasformare la loro fede assurda in voti...

3) Venerdì 18/9, 3.10am

Max B
ordignon si chiede cosa significhi veramente la parola libertà per gente che ne strilla ogni due per tre il nome: forse sgozzare una ragazza di 18 anni perché si veste all'occidentale, forse dilaniare con delle bombe dei giovani cresciuti sotto casa mia, forse togliere dalla scuola dove ho studiato il crocifisso del dio in cui credono le persone che hanno costruito l'Italia...