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sabato 17 gennaio 2026

A La Spezia l'ennesimo omicidio targato 'maranza'

La del Corriere, nessun riferimento all'origine della vittima
L’omicidio avvenuto all'istituto Einaudi‑Chiodo di La Spezia ha tre matrici fondamentali: la componente etnica, in cui, per l'ennesima volta, nordafricani o figli di tali scatenano la propria violenza verso la società che li ospita; il lassismo delle istituzioni, in cui magistrati operano secondo orientamenti politici di Sinistra nella totale impunità (e speriamo che, presto, una separazione delle carriere li condanne a diventare vittime del loro stesso sistema) e la mancanza di una polizia che colpisca duramente i criminali, che vivono nella più totale tranquillità, diventando vittime a loro volta se giustamente colpiti dalla reazione dell'aggredito o del poliziotto di turno.
E' il classico esempio di "Mondo al contrario", come spiegato mirabilmente dal generale Roberto Vannacci nel suo libro, divenuto ormai un classico.
Italia e italiani vittime dei soprusi degli immigrati, con la compiacenza di magistrati collusi, partiti di Sinistra e stampa buonista.
D'alra parte basta leggere i nomi delle persone coinvolte a La Spezia: Abanoub Youssef è il morto, colpito da Atif Zouhair, marocchino, dopo una lite nata per una foto con la ex postata sui social. Basta poco per scatenare la furia bestiale e ancestrale insita in queste popolazioni.
I giornali di Sinistra si sperticano in riflessioni 'psichiatriche' su quelli che vengono definiti 'i nostri figli'. Una toppa che allarga ancora di più la ferita, perché non spiega assolutamente il problema.
Questi NON sono i nostri figli, ma sono i figli degli immigrati nordafricani. Sono i cosiddetti 'maranza', un misto di sottocultura importata e che non ha nulla a che fare con le altre etnie che perfettamente si sono integrate nel nostro Paese, dai filippini ai peruviani, dai senegalesi ai cinesi.
Ma tant'è, l'importazione quanto più è stracciona e criminale, tanto più piace alla Sinistra in cerca affannosa di voti e finti ideali da condividere.
Questo mentre l'Italia cade a pezzi e l'invasione dal Nord Africa prosegue nel silenzio genuflesso delle istituzioni.

venerdì 3 febbraio 2023

La violenza straniera deturpa l'Italia accogliente

Tre numeri de "Il Mattino di Padova", violenza straniera protagonista
Sono i numeri, e non solo quelli, a dare un'idea della drammatica presenza degli stranieri in Italia, un numero tanto elevato da poter essere definito un'autentica invasione di truppe d'assalto che, come nella Seconda Guerra Mondiale, vengono scaricate sul suolo europeo da mezzi navali, con la compiacenza dei governi continentali e di un mondo capitalista occidentale a trazione americana che, nell'immigrato, muscolare e senza cervello, vede l'oggetto perfetto del proprio dominio: un essere non pensante, utile alla riproduzione di massa e ai lavori più pesanti, pronto all'ubbidienza cieca e alla sottomissione in cambio di una vita regolata dal padrone di turno, magari a base di nuovi 'nutrienti' come la farina di insetti.
A migliaia ogni giorno vengono scaricati sulle coste italiane da ong conniventi e criminali, con la scusa dei 'salvataggi di migranti', condita ogni tanto dalla presunta notizia strappalacrime della madre incinta o del bimbo in fasce, quando basterebbe scorrere le fotografie e le facce degli invasori per capire che l'età, anche se giovane o giovanissima, consenta comunque loro di agire in modo spesso criminale, robusti e non patiti da presunte detenzioni in carcere imbandite dalla stampa buonista.
Queste 'truppe da sbarco', che dai nostri militari, unico caso nella storia, invece che essere respinte, vengono favorite da accoglienze a braccia aperte, hanno lentamente creato un 'humus' delinquenziale' ormai impossibile da estirpare.
Nulla a che vedere con i molti stranieri che in Italia ci stanno di diritto, o quasi, grazie alla volontà di lavorare, integrarsi e diventare un punto di riferimento per le proprie famiglie (ormai storiche e fondamentali le presenze di filippini, egiziani, esteuropei e sudamericani): la presenza di un certo tipo di 'stranierume' in Italia è devastante, soprattutto se rapportata ai numeri. Gli stranieri, nel loro insieme, rappresentano infatti l'8,5% della popolazione italiana (dati da Wikipedia e aggiornati al 2018), ma se ci si concentra sulla popolazione carceraria la percentuale degli stranieri schizza al 31,3%, dato del 2022 da Rapporto Antigone, numero peraltro in discesa rispetto all'anno precedente.
Detto dei numeri ufficiali ci sono poi quelli relativi al 'vissuto quotidiano', fatto di periferie e baby-gang, violenze e soprusi, di cui spesso cadono vittima altri stranieri. Le prime pagine dedicate ai crimini commessi dalle bande di ragazzini, semplici pestaggi (si fa per dire), stupri e molestie, vedono protagonisti in percentuale altissima stranieri e figli di stranieri.
Vogliamo veramente credere che la provincia italiana sia improvvisamente impazzita? Vogliamo farci intrappolare dai discorsi psicosociali da quattro soldi dei giornaletti di provincia, sempre in mano a gruppi editoriali di Sinistra o del cattocomunismo da strapazzo italico? Quante volte siamo stati costretti a sorbirci analisi del tipo "cosa sta succedendo ai nostri figli" o "che passa per la testa dei giovani d'oggi" quando poi, leggendo un rigo scarno di cronaca di quello stesso articolo, veniamo a scoprire che i giovani in questione sono sempre e inevitabilmente stranieri? L'unica soluzione è alzare il proverbiale (o reale) muro verso l'esterno, magari uscendo da quell'Europa che pare fregarsene del problema, ritenuto sostanzialmente italico, ma anch'essa vittima delle migrazioni (i tedeschi con i turchi, gli scandinavi con i bosniaci e altri musulmani di vario genere). Un problema talmente sentito che, finalmente, le Destre cosiddette 'populiste' hanno rialzato la testa, uniche a sollevare con coraggio quello che è un problema di coesistenza ineliminabile.
Basti aggirarsi nei pressi di un ospedale e osservare chi siano le gestanti, quasi tutte il capo coperto per motivi religiosi, già gravide e pronte a collaborare con l'obiettivo primario del mondo capitalista occidentale: la sostituzione etnica degli orgogliosi popoli europei, fra gli ultimi, soprattutto se confrontati con le 'masse' nordamericane, ad avere una coscienza etnica e, sia consentito dirlo, razziale.

mercoledì 3 novembre 2021

Papa Francesco sputa sulle vittime delle 'marocchinate'

La foto tratta dal sito de "Il Primato Nazionale"
Vale la pena, nella notte che segue la giornata dedicata ai defunti, dedicare un pensiero a Papa Bergoglio, l'omino vestito di bianco e dall'occhio flebile e dormiente, che dedica un pensiero a tutti i mali del mondo a convenienza, dimenticandosi delle vere vittime, quelle più vicine ma che magari costituiscono una inutile seccatura per i fini del Vescovo di Roma, sdoganando le peggiori teorie del terzomondismo e della globalizzazione.
Prendo a prestito il puntuale articolo di Cristina Gauri, giornalista poliedrica de "Il Primato Nazionale", intitolato "Bergoglio dice messa al cimitero dei goumier: le vittime delle marocchinate morte due volte".
Non servono molti commenti al riguardo, se non riproporre alcuni punti chiave dell'articolo.
"Lo sdegno, il grido di dolore dell’Associazione nazionale vittime delle marocchinate è rimasto completamente inascoltato: senza curarsi minimamente delle lamentele espresse dal presidente Emiliano Ciotti nei giorni scorsi, stamattina Bergoglio ha celebrato la messa dei Defunti al cimitero militare francese. Lo ha fatto sulle tombe, cioè, di quei goumier marocchini del Corpo di spedizione francese in Italia che fino all’ottobre del ’44 stuprarono, torturano e ammazzarono decine di migliaia di donne (ma non solo) soprattutto nel Centro Italia. Le marocchinate, una tragedia nazionale a lungo taciuta e che — come se non bastasse — tutt’oggi subisce numerosi tentativi di minimizzazione da parte della sinistra. Come, del resto, avviene regolarmente per le Foibe. Oggi è arrivato l’ennesimo sfregio, stavolta per mano del Vaticano".
L'articolo di Cristina prosegue, ma il concetto pare chiaro. Ancora una volta il Vaticano si accoda al pensiero unico dominante e dimentica le vittime vere, magari un po' scomode (un po' tanto...), sicuramente d'intralcio verso il peggiore dei matrimoni: il cattocomunismo.

sabato 16 ottobre 2021

Un islamico ha ucciso David Amess

Citando un vecchio titolo di "Libero" è stato l'ennesimo 'bastardo islamico' a uccidere David Amess, parlamentare celebre nel Regno Unito per le sue posizioni contro la caccia e antiabortiste, accoltellato in una chiesa metodista dell'Essex mentre incontrava i propri elettori.
Amess si è spesso dichiarato favorevole anche alla pena di morte per i crimini più gravi, oltre ad essere fermamente contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e ad aver sostenuto convintamente la campagna per la Brexit (fonte: "Il Primato Nazionale").
A rivelarlo un comunicato della polizia: "I primi elementi dell'inchiesta hanno rivelato una matrice potenziale legata all'estremismoislamico".
Ora sarà curioso capire se, anche in questo caso, per cercare di far passare in secondo piano la matrice legata al terrorismo dei musulmani, si faranno carte false per fare passare il 'killer' di turno come l'ennesimo pazzo, come successo poche ore fa con l'ennesimo fanatico autore, in questo caso, di una strage in terra norvegese.

L'ultimo appuntamento che David Amess aveva dato ai suoi elettori su Twitter

sabato 9 ottobre 2021

L'Europa si sveglia: basta accoglienza, alzare muri e filo spinato

Il muro di Berlino: abbatterlo fu un bene, rialzarlo pure
Un deciso stop alla politica dell'accoglienza e un ritorno al passato, quello inevitabile del controllo attento del territorio, del filtro attraverso le frontiere, quelle esistenti fino a pochi anni fa, non secoli, dove l'autorità di una nazione si esprimeva attraverso la sorveglianza dello spazio interno ai propri confini.
E così non è stata la solita Ungheria definita 'razzista e fascista' di Viktor Orban a chiedere e pretendere dall'Europa la libertà di poter realizzare nuovi strumenti per contenere l'irrefrenabile invasione di massa che tanto gioco fa ai partiti della Sinistra demagogica, che farebbe (e fa) carte false per accogliere gente senza patria né nome, tutti genitori (attuali o futurì) di una nuova imminente classe proletaria, inesauribile serbatoio di voti (una concezione errata, a mio avviso, in quanto la maggior parte di questi 'migranti' sono islamici, laddove l'Islam supera di gran lunga e soppianta l'ideologia comunista).
I nuovi strumenti, nel concetto pratico dei Paesi richiedenti, non sono vuote leggi volte a rimanere sulla carta, mentre orde di clandestini continuano a macinare chilometri accatastandosi e superando i confini nazionali, ma solide e resistenti mura con filo spinato, unica protezione contro chi cerchi di invadere uno Stato sovrano.
Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia (nell'elenco figurano tutti i Paesi del Gruppo di Visegrad) hanno scritto una lettera in comune e l'hanno indirizzata alla Commissione europea e alla presidenza di turno del Consiglio UE, detenuta dalla Slovenia, che non ha voluto sbilanciarsi sui contenuti ma che, in sostanza, si è accodata alle richieste diventando, in pratica, il tredicesimo anello della compagnia.
E l'Unione Europea, decisamente spiazzata sia da questa richiesta che dalla contemporanea decisione della Corte di Varsavia di rendere il diritto polacco superiore a quello continentale, ha risposto debolmente, come suo costume, incapace di assumere posizioni decise. In Italia le risposte sono state, al solito, vuote e demagogiche. Basti ascoltare le parole del cosiddetto 'leader' dell'ormai semi scomparso Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte: "Bisogna intervenire con una gestione europea". Vorrei chiedere all'ex presidente Conte cosa cazzo voglia dire 'gestione europea' dei presunti 'migranti', se non accogliere altri islamici e sbandati vari entro i confini di un'Europea ormai etnicamente sconvolta e che, assolutamente sì, ormai è obbligata ad assumere una risposta militare verso l'invasione.
L'unico appunto, forse inevitabile, da parte dell'UE, la puntualizzazione che non si potranno usare fondi europei per la costruzione delle barriere di contenimento, come richiesto dai '12'. Ma già l'inevitabile abbassare la guardia e alzare le mani da parte di Bruxelles di fronte all'inevitabile rappresenta un grande successo per chi voglia fare tornare l'Europa un continente abitato da genti etnicamente legate a un concetto di cultura e democrazia univoco, senza inquinamenti di etnie abituate alla sopravvivenza tramite la violenza, lo stupro e il ladrocinio quotidiano.

sabato 2 ottobre 2021

Nafri, le donne tedesche in campo contro gli immigrati nordafricani

Un poster di AfD contro la violenza sulle donne
Le donne tedesche scendono in campo contro la violenza degli immigrati nordafricani e mediorientali
, in pratica contro quella frangia di popolazione mondiale di religione islamica che, dal sudest del mondo si sta lentamente spostando verso Occidente per invadere nuovi territori demolendo cultura e composizione etnica delle genti stanziate in Europa, territorio considerato ormai come 'sacrificabile' dai 'potenti' del nuovo ordine mondiale.
Esiste perfino un termine coniato dalla polizia tedesca, una parola illuminante che permette di comprendere come certi crimini siano ormai automaticamente ascrivibili a maschi di popolazioni africane, arabe e mediorientali. Si tratta di Nafri, termine che sta per 'Nordafrikanischer Intensivtäter' (tradotto: criminale seriale nordafricano), coniato dalla 'polizei' nel 2013 ma divenuto di utilizzo corrente dopo le violenze commesse dagli immigrati a Colonia ai danni delle donne tedesche durante la notte di Capodanno 2017.
In primis è Alternative für Deutschland, il partito di Destra che soprattutto nell'ex DDR raccoglie voti e consensi, ad avere raccolto l'insofferenza delle donne germaniche, raccolte attraverso la campagna #120dB – 120 decibel, ovvero la frequenza emessa dall’intimo antistupro creato nel gennaio 2017 in seguito alle violenze di Colonia. La campagna è stata lanciata in Germania da un gruppo coraggioso di donne, in risposta ai crescenti episodi di violenze commessi dagli immigrati in tutta Europa (fonte: Il Primato Nazionale).
L’intento del video è quello di lanciare una risposta al #metoo, il movimento (soprattutto espressione del femminismo di Sinistra, ndr) nato alla fine dell’anno scorso contro le molestie sessuali sulle donne, scatenato dalle accuse contro il produttore di Hollywood Harvey Weinstein (fonte: Il Giornale).
La campagna ha ovviamente già ricevuto molte critiche. Il 'watchdog' del giornalismo 'progressista' Media Matters ha definito in un articolo la campagna #120db come “xenofoba” ed “etno-sessista”.
E forse, aggiungo io, non è del tutto lontano dalla verità. Perché è innegabile che un certo tipo di violenza, sebbene esista anche nelle profonde anse della morale e ipocrita mondo Occidentale, è uno dei simboli conclamati del machismo religioso simbolo stesso del mondo arabo e islamico in particolare. La violenza sulla donna è una prerogativa delle popolazioni che vengono accolte senza colpo ferire su suolo europeo senza lo straccio di un controllo passaporti.
La campagna #120db è stata pubblicata sul canale YouTube dell’austriaco Martin Sellner, uno degli esponenti principali di Generazione Identitaria, un movimento paneuropeo creato per difendere l’identità europea e combattere contro “l’islamizzazione” e “l’immigrazione massiva” in Europa (fonte: Il Giornale).

Nella galleria fotografica, una serie di poster elettorali di Alternative für Deutschland. "Non siamo selvaggina" citano, mentre in un caso si fa specifico riferimento agli omicidi perpetrati da 'rifugiati' afghani.




mercoledì 18 agosto 2021

Lily Cole, l'ultima idiozia della modella dell''inclusione'

Lily Cole sul sito del "The Guardian"
Lei si chiama Lily Cole, modella e attrice, riesce meglio nella prima attività che nella seconda, sebbene a mio avviso sia abbastanza 'cessa', viso slavato, capelli rossicci e lentiggini, quella faccia un po' anonima e inespressiva che tanto piace all'inespressiva umanità d'oggidì e ai 'fashion designer' che pur di apparire 'open minded' fanno sfilare sui propri 'catwalk' anche donne barbute, grasse e deformi.
Il 'personaggino' di turno si è inventata un''ideona' (secondo lei), che l'ha lanciata sì sui giornali di tutto il mondo, ma per ricevere pernacchie invece degli applausi che imbellamente si aspettava. D'altra parte, il cervello di molti bipedi odierni è quello che è, difficile fargliene una colpa.
La notizia viene battuta dall'ANSA (diamo a Cesare quel che è di Cesare). La 'bella', si fa per dire, Lily, che ovviamente non può evitare di essere anche 'attivista' di varie cause classiche del 'bel mondo' patinato, ha postato una foto sul proprio profilo Instagram in cui non aveva trovato di meglio da fare, per attirare l'attenzione, che posare coperta da un velo islamico proprio nelle ore in cui la riconquista di Kabul da parte dei talebani riaccendeva gli allarmi sui diritti negati alle donne in Afghanistan.
La foto era il classico appello da 'buonista in Rolex' ad "abbracciare le differenze" (parole sue).
Ovvie e immediate le scuse, con la toppa che, come spesso capita, è stata peggiore del buco:la Cole, infatti, dopo avere cancellato la foto incriminata, si è giustificata ammettendo di avere sbagliato "la tempistica" soltanto per non aver "letto le ultime notizie".
Ignorante due volte. Nel non conoscere le ultime notizie, ma anche nel non capire quanto il burqa sia il simbolo dell'oppressione esercitata in tutto il mondo da una religione funesta.

venerdì 14 maggio 2021

Ramadan, gli islamici a Milano possono stare senza mascherina

Islamici senza mascherina all'Arena di Milano (foto Il Giorno)
Si sono ritrovati in centinaia gli islamici di Milano, per festeggiare la fine del Ramadan, rigorosamente senza mascherina, come si evince dalle foto pubblicate sulla versione 'online' de "Il Giorno".
Ennesima dimostrazione di come le regole, in Italia, valgano solo per qualcuno. Mentre io, alla mattina, non posso entrare in un bar per consumare il mio sacrosanto diritto al cappuccino e brioche (rigorosamente vuota e con molto burro) a questi 'ospiti' della mia terra viene consentito, anche quest'anno, di compiere quei famosi 'assembramenti' per cui gli italiani sono stati messi all'indice.
Il tutto, ovviamente, senza tenere conto del pericolo che la presenza stessa di queste persone rappresenta per il nostro Paese, sia per quanto riguarda l'ordine pubblico che per quanto concerne quell'invasione continua, perpetua e sottaciuta, evidentemente preordinata assieme ai grandi capitali mondiali, tesa a dissolvere l'identità culturale ed etnica europea.
Il sito ufficiale del Partito Anti Islamizzazione

lunedì 8 marzo 2021

La Svizzera vieta burqa e niqab in pubblico

L'articolo pubblicato dal quotidiano "20 Minuti Ticino"
L'8 marzo porta un regalo 'de facto' alle donne, soprattutto a quelle europee. Divieto di portare burqa e niqab in pubblico: è questo il risultato del referendum svoltosi in Svizzera e che ha sancito il 'divieto di dissimulare il viso', che però, in senso più ampio,ha come chiaro riferimento i 'veli' che coprono la maggioranza delle praticanti islamiche, sebbene la consigliera federale Karin Keller-Sutter abbia sottolineato come il voto non vada interpretato come una presa di posizione contro i musulmani.
Va detto che i risultati non hanno espresso una valanga di consensi al riguardo, il che però, e questo è ancora più preoccupante, è probabile sia stato condizionato dalla grande presenza di stranieri con passaporto svizzero sul territorio elvetico, e tutti con diritto di voto. Il fatto che la Svizzera sia piena di arabi, albanesi, turchi e stranieri in genere (di cui moltissimi di religione musulmana) ha senz'altro condizionato il risultato del referendum. Nel 2012 i 'non svizzeri' rappresentavano circa il 22,7% della popolazione residente (emigrati italiani compresi), mentre nel 2015 i musulmani 'ufficiali' con passaporto rossocrociato erano stati censiti con una percentuale di oltre il 5% del totale. Nel 2017 il 2,4% dei cittadini svizzeri si dichiarava musulmano, una percentuale che, fra gli stranieri, saliva al 14,1%.
Del resto, se la votazione 'contro' i minareti nel 2009 aveva ottenuto il 57,5% dei voti, stavolta la percentuale si è fermata al 51,2%. E ben sei cantoni hanno detto “no”. In Ticino il “sì” (60,5%) era quasi scontato (come otto anni fa). Fra il pubblico, la fascia d'età più contraria al velo islamico è stata quella 'anziana', con il 57% delle preferenze, mentre fra i 18 e i 34 anni solo il 45% ha detto 'sì' all’iniziativa anti-burqa.
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Magdi Allam: "Una strategia per islamizzare l'Italia" 
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giovedì 17 agosto 2017

Barcellona, state attenti a non chiamarli terroristi islamici

Barcellona, almeno 13 morti e 32 feriti. Alle 19.16 nessuno ha ancora avuto il coraggio di pronunciare la parola 'islamico'. Li chiamano 'terroristi', 'autori del folle gesto', qualcuno ha addirittura estratto la magica parola 'islamisti', edulcorata parola che tiene a bada paventate accuse di discriminazione verso i 'poveri musulmani', ma che riduce la fede professata da questa ciurmaglia a un puro orpello quasi casuale, di contorno. Non sono islamici, ma islamisti. Gian Antonio Orighi, giornalista de La Stampa, sottolinea come alla guida del furgone che ha mietuto la strage ci fosse uno spagnolo. Ci tiene a farcelo sapere, aggiungendo però solo dopo che l'origine del 'folle' (che poi siano un gruppo, probabilmente tutti folli e tutti incontratisi per caso, è secondario) è araba (pare si chiami Driss Oukabir o qualcosa del genere). Ma basterebbe guardarlo in faccia, questo volto olivastro da immigrato come tanti che dalle barche schiumano da anni sulle terre italiche ed europee, cambiando storicamente la struttura e la cultura della nostra Europa e della gente che la abita. E' il meticciamento la vera bomba umana che l'invasione ci sta silenziosamente portando, pericolosa quanto se non di più, perché strisciante e vigliacca. "Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria". Lo disse nel 1974 Houari Boumedienne, cioè l’uomo che tre anni dopo l’indipendenza dell’Algeria aveva spodestato Ben Bella, davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite. Una frase che venne riportata non da un suprematista della Virginia, ma Oriana Fallaci nel libro "La forza della ragione".